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La gestione dei rifiuti: il caso siciliano

Estratto della Tesi di Mattia Galipò

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disciplina dei servizi pubblici locali con alcune significative novità rispetto al passato. Quello che rileva è contenuto nell’articolo 3-bis inserito nella legge 148/2011 concernente “Ambiti territoriali e criteri di organizzazione dello svolgimento dei servizi pubblici locali” ed in particolare nel comma 1 di tale articolo, in quanto focalizzato sul tema dell’organizzazione dei servizi in “ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei”, i cosiddetti ATO, di norma coincidenti con le Province per assicurare una gestione unitaria dei rifiuti urbani e per i quali è stabilito un preciso livello minimo di raccolta differenziata dei rifiuti da attuare secondo una stabilita scansione temporale. In tale comma si è contribuito a porre rimedio ad alcune criticità, delimitando il campo di applicazione di tale disposizione ai servizi a rete di rilevanza economica, e specificando che solo “di norma” la dimensione degli ATO debba essere non inferiore a quella provinciale, consentendo alle Regioni di definire scelte diverse, anche in base a proposte avanzate e condivise da parte dei Comuni interessati. Ad oggi, a seguito della Sentenza 199/2012 della Corte Costituzionale e della conseguente abrogazione dell’art. 4 del Decreto Legge n. 138/2011, il settore dei servizi pubblici, come era avvenuto dopo l’esito del referendum abrogativo del giungo 2011, si trova ad essere regolato esclusivamente dai principi di diritto comunitario, e dunque con la possibilità di utilizzare il modello di gestione dell’in-house providing. Tutto questo, peraltro, nel contesto di uno scenario in cui, invece, anche gli ultimi provvedimenti normativi (art. 4 della c.d. Spending Review, “decreto sviluppo 2”, e decreto legge n. 174 del 10 ottobre 2012) sembrano mirare a contrastare il fenomeno delle società pubbliche, rendendo il panorama legislativo sulle società pubbliche molto frastagliato e pieno di interventi normativi fra loro anche contraddittori. L’affidamento dei servizi pubblici locali deve, attualmente, avvenire mediante procedure ad evidenza pubblica, equiparando la procedura di gara alla società mista, purché il socio privato vada scelto mediante “gara a doppio oggetto”, e solo in via eccezionale attraverso la modalità “in house”. Le attività messe a gara possono riguardare: a) la gestione ed erogazione del servizio, che può comprendere le attività di gestione e realizzazione degli impianti; b) la raccolta, la raccolta differenziata, la commercializzazione e l’avvio a smaltimento e recupero oppure lo smaltimento completo di tutti i rifiuti urbani e assimilati prodotti all’interno dell’ATO. Inoltre, nel caso in cui gli impianti siano di proprietà di soggetti diversi dall’Ente locale di riferimento, deve essere garantito all’affidatario del servizio l’accesso agli impianti a tariffe regolate e la disponibilità delle capacità necessarie a soddisfare le esigenze di conferimento indicate nel piano d’ambito. 9
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La gestione dei rifiuti: il caso siciliano

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Informazioni tesi

  Autore: Mattia Galipò
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia curriculum economico-ambientale
  Relatore: Carlo Zappia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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Parole chiave

ambiente
rifiuti
gestione rifiuti
sicilia
emergenza rifiuti
raccolta rifiuti

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