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Integrazione di tecniche cognitivo-comportamentali e stimolazioni sensoriali nel trattamento dei pazienti in stato vegetativo o in stato di minima responsività

Estratto della Tesi di Ilaria Palvarini

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15 Una prima classificazione del TCE viene fatta sulla base della gravità, suddividendosi in lieve, moderato e severo, in base al punteggio ottenuto alla somministrazione della Glasgow Coma Scale al momento del soccorso. Secondo i dati di una recente metanalisi si può stimare che il rapporto fra il trauma cranio-encefalico severo, moderato e lieve è di 1:1,5:22 (19) . Per la valutazione della gravità clinica del paziente con trauma cranio-encefalico, la GCS è l'unica scala di classificazione universalmente riconosciuta, presentando una buona correlazione tra GCS e outcome. Esiste infatti una nutrita bibliografia sulla validità della GCS in termini predittivi (20,21,22) confermata nelle linee guida: la scala presenta un rapporto lineare sia con la mortalità che con gli esiti del trauma. Fra i principali fattori prognostici troviamo: • Età del soggetto • Entità del coma espressa dal punteggio GCS • Durata del coma: numerose ricerche dimostrano infatti che quanto piø si prolunga lo stato di coma, tanto piø gravi sono i postumi, specie neurologici (23,24,25) . La durata del coma sembra essere fortemente associata all’indice di amnesia post- traumatica, ritenuto però piø affidabile dal punto di vista della codifica (26) . • Durata dell’amnesia postraumatica che risulta essere l’indice prognostico maggiormente correlato alle conseguenze neuropsicologiche (27,28,29) . Una seconda classificazione della tipologia di trauma cranio-encefalico è effettuata in base alla presenza o meno della frattura delle ossa cerebrali suddividendolo in “aperto” e “chiuso”. La gravità del TCE aperto è correlata al rischio di contagio infettivo del contenuto endocranico (30) . 3.2 CEREBROLESIONI DI ORIGINE NON TRAUMATICA Le gravi cerebrolesioni acquisite di origine non traumatica comprendono tutte quelle lesioni che coinvolgono il tessuto cerebrale e che non sono state causate da una forza fisica. Esse comportano un periodo di coma piø o meno protratto e, nella loro evoluzione clinica, lasciano una disabilità di vario grado al paziente. Gli esiti possono consistere in menomazioni fisiche, cognitive e comportamentali (6) .
Estratto dalla tesi: Integrazione di tecniche cognitivo-comportamentali e stimolazioni sensoriali nel trattamento dei pazienti in stato vegetativo o in stato di minima responsività

Estratto dalla tesi:

Integrazione di tecniche cognitivo-comportamentali e stimolazioni sensoriali nel trattamento dei pazienti in stato vegetativo o in stato di minima responsività

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Palvarini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Terapia della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva
  Relatore: Sandra  Strazzer
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

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