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''Lutto e melanconia'': un percorso da Freud alla psicoanalisi contemporanea

Estratto della Tesi di Lucio Lamera

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4) la prima grande delusione d'amore da parte della madre prima del superamento dei desideri edipici; 5) la ripetizione della delusione primaria nella vita successiva. Nel prosieguo della trattazione, troviamo rimarcata l'introiezione di figure ma anche di giudizi, caratteristiche somatiche (persino il tono di voce!) delle figure parentali che in certo modo “prendono possesso” e riprendono vita (come in una possessione i demoni o i personaggi in un dramma) attraverso tutta la vita psichica del paziente. Questa posizione appena abbozzata (e che sarà molto più tipica della concezione kleiniana delle relazioni oggettuali) ritorna a gravitare sulla metapsicologia freudiana quando al termine del capitolo 4 Abraham sintetizza così: “Si può a ragione affermare che nel corso di una melanconia l'oggetto d'amore passa, per così dire, attraverso il metabolismo psicosessuale del paziente” 7 (pag. 323). Per Abraham (seguendo Freud) la fase maniacale è la liberazione dell'Io dalla schiavitù, tirannia dell'oggetto introiettato, la cui ombra non cade più, è ritirata; l'Ideale dell'Io si “appiattisce” 8 sull'Io dando vita a una festa trionfale di colorazione narcisistica. Questo nei disturbi circolari si associa ad un accelerato metabolismo psicosessuale delle relazioni, degli oggetti, delle idee, delle parole, ecc. che possiede comunque la medesima struttura ambivalente ma vissuta con piacere di quanto avviene nella melanconia. Si tratta inoltre di un trionfo narcisistico in cui la dimensione egoica è centrale e gli oggetti sono consumati ed espulsi senza che con essi si possano creare legami. Anche al termine del lutto normale avviene una fase di riaccresciuta libido oggettuale, quando il soggetto può di nuovo orientare agli oggetti esterni la sua libido, può riprendere ad alimentarsi (nuovo interesse per il cibo/realtà), a dormire (lasciare andare nel sonno l'oggetto e l'Io) e in ultima analisi ad amare. Qui il baricentro è però orientato verso gli oggetti e verso un rinnovato legame con essi. 1.2. Lutto e melanconia (1915) Lo scritto freudiano può essere suddiviso in due parti: la prima riguarda la melanconia e il suo rapporto con il lutto; la seconda, quasi una sorta di appendice, integra alcuni aspetti della prima e tratta della mania limitandosi a indicare una pista di riflessione e sentieri aperti. 7 Distruzione, digestione, evacuazione. 8 Non c'è più il “gradino” all'interno dell'Io (cfr. Psicologia delle masse e analisi dell'Io pag. 316 ss.). 9
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''Lutto e melanconia'': un percorso da Freud alla psicoanalisi contemporanea

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Informazioni tesi

  Autore: Lucio Lamera
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Anna Maria Rosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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