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La "nuova" legittima difesa: la modifica legislativa e le prime applicazioni giurisprudenziali

Estratto della Tesi di Manuel Mattia

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LEGITTIMA DIFESA NELLA STORIA E NEL DIRITTO COMPARATO 11 (in particolare nel diritto longobardo) con il pagamento di una somma di denaro, nell’ordinamento canonico acquista notevole rilevanza l’aspetto dogmatico in luogo di quello meramente fattuale, in tal senso inquadrando la legittima difesa come entità astratta, come istituto di diritto. Ciò porterà ad una rivalutazione della fattispecie di cui si discute, a partire dalla sua stessa “essenza”. Innanzitutto muta la ratio della legittima difesa in quanto questa, per entrare a pieno titolo nell’ordinamento canonico, deve trovare un fondamento religioso che si concili con il divieto assoluto di uccidere, divenuto uno dei pilastri del Cristianesimo, divieto posto a tutela del dovere di caritas cristiana, intesa come amore verso il prossimo. Viene quindi rigettato, almeno in principio, il fondamento della naturalis ratio, di origine romana, che considera l’esimente in esame quale istituto che consente l’autodifesa per soddisfare un naturale istinto di conservazione; ciò in quanto, secondo la dottrina cristiana, non deve prevalere l’istinto umano che dev’essere, per quanto possibile, controllato: «(…) la natura umana deve (…) essere controllata nelle sue naturali tendenze ed anche, occorrendo, contrastata, non potendo tutto quello che è istintivo e naturale meritare sempre incoraggiamento e approvazione» 21 . Così, unica eccezione a siffatta regola era considerata quella contenuta nel testo sacro della Bibbia, laddove si riporta un passo nel quale verrebbe esplicitata la possibilità di uccidere il ladro notturno, garantendo all’uccisore l’impunità 22 . Accanto a questa ratio, definita ‘formale’ (in quanto trova fondamento nella spiegazione fornita dalla Bibbia), se ne colloca una seconda di stampo filosofico e derivante dal pensiero di San Tommaso d’Aquino, che riprende il fondamento romanistico 21 PEVERATI, Considerazioni sulla legittima difesa, cit., pag. 30. 22 Il passo cui si fa riferimento è contenuto nell’Esodo (Esodo, XXII, 2-3) che così recita «Se il ladro, di notte, è sorpreso nell’atto di scassinare ed è percosso e muore, il suo sangue non sarà vendicato. Ma se il sole era già sorto, il sangue del ladro sarà vendicato». Testo ripreso da SZEGÖ, Ai confini della legittima difesa, un’analisi comparata, cit., pag. 27.
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La "nuova" legittima difesa: la modifica legislativa e le prime applicazioni giurisprudenziali

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Informazioni tesi

  Autore: Manuel Mattia
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Centonze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

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causa di giustificazione
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art. 52 c.p.c.
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