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Promozione del territorio e turismo responsabile: esperienze in Basilicata

Estratto della Tesi di Angela Pizzi

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12 predeterminati con l’unico obiettivo di raggiungere sempre e comunque quei poli di attrazione che caratterizzano una determinata città. Quel tipo di turismo fast che possiamo definire “take a way”. Tra gli anni ’50 e ’60 il turismo viene in un certo senso stigmatizzato con la teoria del sightseeing secondo la quale il turista non va verso le cose ma soltanto verso le loro immagini riducendo le cose stesse in immagini. La componente che di norma serve al viaggio è la sight, cioè l’elemento che viene assunto come obiettivo di un’esperienza turistica; come accade nei musei, dove gli oggetti sono messi in vetrina e staccati dal loro contesto per cui il visitatore non è più in grado di coglierli come elementi di una cultura vivente, così accade nei paesi turistici nei quali viene ricostruito artificialmente il proprio volto e la comunità ospitante tendenzialmente modifica i propri usi e la propria cultura per favorire una sorta di spettacolarizzazione dell’esperienza turistica. In questo modo la realtà viene alterata mostrando esclusivamente ciò che i turisti si attendono di vedere, gli eventi vengono realizzati per favorire ciò che Boorstin (1964) definisce come un’esperienza umana inventata e illusoria. L’autore si sofferma sulla perdita dell’arte del viaggio; il turista tende ad essere uno spettatore passivo, isolato dall’ambiente che lo ospita e dalla comunità autoctona, attraversa attrazioni artefatte ed è inconsapevole della vita reale del luogo che sta visitando 8 . Il mondo che si scopre in tali percorsi è solamente una riproduzione infedele che conferma l’immagine artificiale proposta attraverso la pubblicità, che ha spinto l’individuo a scegliere quella destinazione e intraprendere il viaggio. Tiziano Terzani, in un’intervista rilasciata su Vita- non profit magazine nel marzo del 2002, s’interroga proprio sul significato del termine viaggiare e sulla differenza tra turista e viaggiatore. A tal proposito egli afferma: “Viaggiare significa calarsi il più possibile nella realtà che si incontra, lasciarsi guidare dalla curiosità e seguire un filo. Quando viaggio mi lascio guidare dal caso, dagli incontri fortuiti e dall’imprevisto… Il turismo consuma tutto; si vende tutto di un luogo e delle persone che lo abitano pur di fare soldi, come è 8 R. Maeran, Psicologia e turismo, pp. 22-23, Roma -Bari, Edizioni Laterza, 2004.
Estratto dalla tesi: Promozione del territorio e turismo responsabile: esperienze in Basilicata

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Promozione del territorio e turismo responsabile: esperienze in Basilicata

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Pizzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Occupazione, mercato e ambiente
  Relatore: Pierluigi Musarò
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

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