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Prospettive terapeutiche per il trattamento delle patologie neurodegenerative della retina

Estratto della Tesi di Mariano Catanesi

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da un foro, la pupilla. Nell’iride si considerano una faccia anteriore e una faccia posteriore. La faccia anteriore dell’iride, volta verso la camera anteriore e visibile per trasparenza attraverso la cornea, ha colore variabile da soggetto a soggetto, secondo il grado di pigmentazione delle cellule dello stroma; la sua superficie è resa irregolare dalla presenza di numerose creste a decorso radiale, specialmente evidenti quando il foro pupillare è ristretto, e di piccole depressioni (cripte). La faccia posteriore, che guarda verso la camera posteriore e poggia sul cristallino, ha aspetto vellutato e colorito nero per l’abbondanza di pigmento contenuto nella parte iridea della retina, che aderisce appunto a questa faccia giungendo sino al margine pupillare. . Il cristallino (o lente) è un piccolo organo di derivazione ectodermica privo di vasi sanguiferi, trasparente, con la forma di una lente biconvessa. Esso è l’unico organo del sistema diottrico dell’occhio al quale sia possibile adattare la propria capacità rifrattiva al variare della distanza dell’oggetto, modificando il proprio raggio di curvatura. Questo adattamento (o accomodazione) è reso possibile dal rilasciamento o dalla messa in tensione delle fibre della zonula ciliare, determinati rispettivamente dalla contrazione o dal rilasciamento delle facce del cristallino, mentre il rilasciamento delle fibre aumenta la curvatura delle facce, grazie all’elasticità dell’organo. . L’umore acqueo è un liquido trasparente contenuto nella camera anteriore e in quella posteriore dell’occhio. Esso si estende dunque dalla cornea, attraverso il foro pupillare, fino al cristallino, che circonda per giungere a contatto con il corpo vitreo. Vi si trovano rarissimi elementi figurati del sangue, per lo più linfociti che aumentano considerevolmente durante i processi infiammatori dell’occhio. La produzione dell’umore acqueo si compie, in primo luogo, per secrezione delle cellule epiteliali dei processi ciliari e inoltre per fenomeni osmotici di diffusione attraverso i vasi sanguigni del corpo ciliare. Il liquido si riversa nella camera posteriore dell’occhio e, attraverso il foro 7
Estratto dalla tesi: Prospettive terapeutiche per il trattamento delle patologie neurodegenerative della retina

Estratto dalla tesi:

Prospettive terapeutiche per il trattamento delle patologie neurodegenerative della retina

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Informazioni tesi

  Autore: Mariano Catanesi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Biotecnologie Mediche
  Corso: Biotecnologie
  Relatore: Silvia Bisti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

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retina
staminali
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degenerazione maculare
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retinite pigmentosa
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