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I Comitati nel quadro istituzionale dell'Unione Europea

Estratto della Tesi di Raffaello Russo

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13 dettaglio 13 . Parallelamente all’espandersi delle politiche comuni, e di fronte a forti resistenze da parte degli esecutivi nazionali nei confronti di un’incondizionata delegazione di poteri in favore della Commissione, il Consiglio, al fine di mantenere un controllo sull’esercizio della delega poneva una serie di condizioni, tra le quali, appunto, la consultazione dei Comitati, attraverso la procedura di gestione. Il Consiglio intese risolvere in tal modo il problema dell’istituzione di una nuova procedura per l’adozione degli atti di esecuzione della normazione primaria, più rapida ed efficace di quella prevista dal Trattato per le sue decisioni, senza che ciò implicasse la creazione di organismi ad hoc, in coerenza con la giurisprudenza della Corte di Giustizia originata dalla sentenza Meroni 14 . La delega alla Commissione dell’adozione degli atti esecutivi – oltre a rappresentare una deroga alla potestà normativa del Consiglio – comportava l’inevitabile incremento dei poteri dell’amministrazione comunitaria, rispetto a quelli nazionali, in netta contraddizione con l’altro principio dell’amministrazione indiretta. Per bilanciare tale effetto della delega di potere esecutivo, il Consiglio decise quindi di affiancare alla Commissione i Comitati di gestione, composti da rappresentanti dei governi nazionali. Da questi presupposti si svilupparono numerosi Comitati, anche se le procedure della loro istituzione e del loro funzionamento differivano di volta in volta a seconda delle necessità, configurando così, piuttosto che organi stabili, strutture amministrative flessibili, finalizzate in prevalenza alla regolazione del mercato comune. Tale soluzione – con evidenza un compromesso tra l’esigenza di efficienza del mercato ed il perdurante controllo sull’attività della Commissione – trovò 13 C. BERTRAM, Decision making in the E.E.C.: the management committee procedure, in Common Market Law Review 1997, p. 346 ss.; P. SCHINDLER, The problems of decision-making by way of tha management committee procedure in E.E.C., in Common Market Law Review 1971, p. 184 ss. 14 Sent. del 13.6.1956, Meroni c. Alta Autorità, Cause 9 e 10/56. in questa decisione, la Corte di Giustizia, pur riconoscendo agli organi della Comunità ampi poteri di autorganizzazione, stabilì l’impossibilità di affidare all’organo sussidiario poteri diversi o più ampi di quelli spettanti all’organo principale in virtù dei Trattati. Ciò, in base al principio per cui “una delega di poteri discrezionali ad organi diversi da quelli che il Trattato ha istituito per esplicarli o controllarne l’esercizio nell’ambito delle loro rispettive attribuzioni” sarebbe in contrasto con le garanzie derivanti dall’equilibrio dei poteri (C 9-56, punto 10 della massima).
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I Comitati nel quadro istituzionale dell'Unione Europea

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaello Russo
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Diritto Pubblico
Anno: 2008
Docente/Relatore: Francesco Cerrone
Istituito da: Università degli Studi di Perugia
Dipartimento: Diritto Pubblico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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unione europea
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