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Linguaggio e memoria nei bambini con sindrome di Down

Estratto della Tesi di Valentina Deiana

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CAPITOLO II LE TEORIE SUL LINGUAGGIO 2.1. L’origine del linguaggio tra innatismo ed empirismo: teorie a confronto Per poter spiegare l’origine del linguaggio e del suo sviluppo sono nati diversi modelli teorici che hanno enfatizzato, di volta in volta, componenti diverse: meccanismi dell’apprendimento (rinforzo e imitazione), basi biologiche (predisposizioni innate al linguaggio), fattori cognitivi (linguaggio come espressione della cognizione), contesti sociali e comunicativi (interazione adulto-bambino, ambiente-bambino). Sono nello specifico tre però le principali tesi a confronto: la prima afferma che la capacità del bambino di comunicare verbalmente viene acquisita grazie agli stimoli e all’ambiente, la seconda afferma invece che la facoltà di linguaggio ha una base biologica, è innata negli uomini e segue un percorso predeterminato nella specie e la terza quella ‘’interazionista’’ che vede il linguaggio legato all’intelligenza in generale e non come un modulo incapsulato pur non negandone una base innata. Secondo la prima tesi è dal rapporto con le figure adulte e con l’ambiente di vita che si gettano le basi per l’acquisizione del linguaggio, cruciale è anche il meccanismo dell’imitazione, così come la figura dell’adulto che ha il compito di plasmare il linguaggio del bambino correggendone gli errori e premiandone invece i tentavi corretti. Per la seconda tesi quella dei teorici innatisti, invece, la capacità di usare il linguaggio deriva da un programma biologico predeterminato (LAD, Language Acquisition Device) per cui il bambino già dalla sua nascita possiede un ricco bagaglio di conoscenze innate ed un meccanismo d’apprendimento predisposto a fargli apprendere la lingua a cui è esposto. Il LAD (Chomsky, 1957) come vedremo meglio nel paragrafo successivo è preposto a consentire la comprensione e produzione di frasi indipendentemente dalla specificità delle varie lingue, è indipendente dai meccanismi di apprendimento (ad esempio sia dall’imitazione, dall’associazione, ecc.). Questo dispositivo che permette agli esseri umani di acquisire il linguaggio, ha alla sua base una “grammatica universale” cioè una sorta di “struttura linguistica profonda” che gli individui possiedono proprio nella struttura innata della mente che consente loro di padroneggiare il linguaggio senza che via sia stato prima nessun tipo di apprendimento o comunicazione con un altro parlante. 7
Estratto dalla tesi: Linguaggio e memoria nei bambini con sindrome di Down

Estratto dalla tesi:

Linguaggio e memoria nei bambini con sindrome di Down

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Deiana
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Rachele Fanari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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