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Momenti di ekphrasis nella critica giornalistica delle arti in Melania Mazzucco e Roberto Longhi

Estratto della Tesi di Mattia Nesto

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10 […] The ékphrasis, the description of an object d’art by the medium of the word, has here developed into an account of an exemplary experience felt by the poet confronted with an ancient work of art 10 . Sulla scia di Sptizer si inserisce Hangstrum che analizza le relazioni tra pittura e poesia, facendo una sorta di ricostruzione in chiave storiva dell’ut pictura poesis. Egli però, quasi in controtendenza non soltanto con questo capitolo ma con una larga fetta della storia della Critica letteraria, non fa uso del concetto di ékphrasis, preferendogli il termine di “poesia iconica”. In una glossa a piè di pagina egli spiega che ékphrasis è termine che ha un altro e ben specifico valore: I justify this usage of the word “iconic” to refer to literary description of works of graphic art by the example of Lucian and Philostratus who called their works in this genre eikones. They use it of their own prose; I have extended the usage to poetry. […] I use the noun “ecphrasis” and the adjective “ecphrastic” in a more limited sense to refer to that special quality of giving voice and language to the otherwise mute art object. My usage is ethimologically sound since the Greek noun and adjective come from ekphrazein, which means “to speak out”, “to tell in full”. It should be clear that my usage is more limited than the usual one. […] The Oxford Classical Dictionary defines it as “the rhetorical description of a work of art”. […] For Saintsbury, if we confine ourselves to the vocabulary of the ancients, an ekphrasis is that which achieves enargeia 11 . Hagstrum mette insomma dei paletti alla descrizione ecfrastica, da un lato gonfiandone l’ambito, allargandolo non più solamente alla prosa, ma anche alla poesia, e dall’altro lato, seguendo un ragionamento di matrice etimologica, delimita il significato a “quella abilità di dare voce al linguaggio ad un oggetto altrimenti muto”, come afferma la studiosa Mazzara. Quindi la funzione dell’ékphrasis subisce una diminutio a mera integrazione, modalità prosopoeica all’opera di riferimento. In controtendenza con questo discorso è quello posto da Krieger. Lo studioso afferma che l’ékfrasis è una silloge del mondo statico delle arti plastiche che è stata sovrapposta dalla mano dell’autore all’universo dinamico della letteratura, così da arrestare il suo connaturato flusso temporale. Soltanto la poesia ha questa forza di imbrigliamento ed ecco che Krieger ri-restringe di nuovo il campo di utilizzo dell’ékphrasis. I use, as the most obvious sort of poetic within the poem, this anti-Lessing claim: the claim to form, to circular repetiveness within the discretely linear, and this by the use of an object 10 Leo Sptizer, The ‘Ode on a Greacin Urn’, or ‘Content vs. Metagrammar’, in Essays on English and American Literature, a cura di A.Hatcher, Princeton UP, Princeton, 1962, p. 11 Jean H. Hangstrum, «The Sister Arts. The Tradition of Literary Pictorialism and English Poetry from Dryden to Gray» in «Modern Language Notes», a cura di Bertrand H. Bronson, Vol. 75 Nu. 4 Aprile 1960, The John Hopkins University Press, pp. 354-359.
Estratto dalla tesi: Momenti di ekphrasis nella critica giornalistica delle arti in Melania Mazzucco e Roberto Longhi

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Momenti di ekphrasis nella critica giornalistica delle arti in Melania Mazzucco e Roberto Longhi

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Informazioni tesi

  Autore: Mattia Nesto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Informazione e editoria
  Relatore: Maurizia Migliorini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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