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La città bizantina

Estratto della Tesi di Piervittorio Formichetti

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PierVittorio Formichetti, La città bizantina - 9 - regale, ma in àmbito romano questo edificio non aveva nessuna caratteristica monumentale tale da renderlo facilmente distinguibile all’esterno 11 ; generalmente era una costruzione a pianta rettangolare, talvolta con un’abside semicircolare sul lato corto di fondo, e non sempre corredato da un portico esterno su uno dei lati lunghi; all’interno era divisa in tre navate e poteva avere due piani 12 ; la copertura poteva essere costituita da una volta o da capriate in legno. L’ingresso era solitamente sul lato corto opposto all’abside, e la luce entrava dalle finestre sulle pareti laterali; in fondo, prima dell’abside, poteva esserci un settore del pavimento rialzato, in greco chiamato bema, 13 dove di solito era situato il seggio di un magistrato. Questo tipo di costruzione divenne basilare per lo sviluppo degli edifici di culto cristiani, e il suo passaggio dal contesto romano a quello cristiano sembra esemplificato dalla basilica di Massenzio a Roma, iniziata dall’imperatore politeista Massenzio e terminata dal cristiano Costantino all’inizio del IV secolo 14 . Un altro edificio tipico delle principali città romane erano le terme, che si diffusero un po’ in tutte le province dell’Impero, tanto che nel IV secolo giunsero a essere circa un migliaio. Nate come bagni pubblici, diventarono anche uno dei principali luoghi della vita sociale; i cittadini vi si recavano, oltre che per curare la propria igiene, anche per rilassarsi, fare esercizi sportivi, frequentare la biblioteca e discutere di affari. La struttura tipica delle terme era costituita da una serie di sale quadrangolari comunicanti, coperte spesso da ampie volte in calcestruzzo: generalmente, si susseguivano prima lo spogliatoio, poi la sauna, successivamente il calidarium, dove ci si puliva con lo strigile, quindi il tepidarium, che permetteva di cambiare temperatura gradualmente per passare infine al frigidarium, dove c’era una piscina d’ acqua fredda 15 . Un elemento architettonico originale nella struttura urbana romana era l’arco trionfale, che si diffuse dall’epoca dell’imperatore Ottaviano Augusto come «una delle poche opere architettoniche romane che non ha una funzione pratica, ma essenzialmente simbolica: esso rappresenta una tipica espres- sione della concezione romana di monumento, inteso come glorificazio- ne, memoria e perennità di valori». 16 L’arco trionfale derivava probabilmente dall’apertura ad arco delle mura etrusche e romane chiamata fornix (fornice); anche gli archi romani infatti sorsero lungo le vie percorse dai cortei trionfali e in corrispondenza di ingressi monumentali, per sottolineare la loro «funzione di rappresentare i grandi valori ideologici su cui si fonda lo Stato» 17 . Era costituito da un basamento in cui si aprivano uno o piø archi, ai lati del quale si trovavano due o piø colonne semi-incassate nei pilastri. Al di sopra del fornice c’era spesso un timpano con un riquadro, detto attico, su cui erano incise secondo un ordine preciso le iscrizioni che elencavano titoli e 11 Ibidem, p. 192. 12 R. BIANCHI BANDINELLI, Roma. L’arte romana nel centro del potere, Milano 1969, pp. 152-153. 13 BERTELLI, BRIGANTI, GIULIANO, Arte nella storia, vol. cit., p. 192. 14 Ibidem, pp. 196-198. 15 Ibidem, p. 162. 16 Ibidem, p. 141. 17 Ibidem.
Estratto dalla tesi: La città bizantina

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Informazioni tesi

  Autore: Piervittorio Formichetti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Mario Gallina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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