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Presenza del lupo (Canis lupus) nel settore Marchigiano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e aree contigue

Estratto della Tesi di Andrea Tomei

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13 1.2 Distribuzione storica in Italia Il lupo è stato lungamente perseguitato dall’uomo; tale persecuzione ha condotto gradualmente alla sua estinzione in molti paesi europei (Germania, Francia, Gran Bretagna ecc.). In Italia le uccisioni per mano dell’uomo non furono così drastiche e capillari da determinarne l’estinzione, ma è stato comunque uno degli animali più odiati e perseguitati (Esposito, 2007), considerati come pubblici nemici da tutti i popoli (Adriani et al., 2009). Fino alla fine del 1700, questa specie era diffusa su tutta la penisola italiana, dalle zone montane fino a quelle costiere. La popolazione umana in aumento provocò una forte pressione e un maggior sfruttamento delle risorse naturali con conseguente modificazione del territorio e riduzione delle risorse utilizzate da questo predatore. Molti boschi di pianura, ad esempio, iniziarono ad essere tagliati, gran parte degli ungulati selvatici (Cervi, caprioli ecc..) furono sterminati, così vennero sottratte al lupo aree di rifugio e prede naturali. Una delle prime zone da cui scomparve fu la Pianura Padana. Le ultime segnalazioni risalgono al 1830 (Esposito, 2007). Ebbe vita più lunga sulla catena alpina, dove si estinse negli anni '20 del 1900 (Giacchini et al., 2012). Probabilmente uno degli ultimi lupi venne ucciso in Piemonte nel 1923 (Esposito, 2007). In Sicilia scomparve negli anni '30-40, dove era presente sui Monti Nebrodi e sulle Madonie (Esposito, 2007). È provato che la presenza della specie nell’area peninsulare e in Sicilia sia stata continua mentre in Sardegna non è mai stata presente (Francisci & Guberti, 1993; Boscagli, 1985b; Boitani & Fabbri, 1983; Zimen & Boitani, 1975; Cagnolaro et al., 1974; Ghigi, 1911). Nell’immediato secondo dopoguerra la specie era presente solo lungo la catena appenninica e preappenninica. Il progressivo declino della popolazione di lupo ha raggiunto i minimi storici intorno agli anni '70, quando fu stimata (Boitani & Zimen, 1975) una popolazione che si era drasticamente ridotta a circa un centinaio di individui, distribuiti in aree frammentate nei massicci montuosi dell’Italia centro-meridionale, con nuclei più consistenti in Abruzzo e Calabria. «Agli inizi degli anni '70 ˗ afferma Esposito ˗ le prime ricerche sul campo incominciarono ad evidenziare una situazione drammatica: il lupo, in Italia, era sull’orlo dell’estinzione» (Esposito, 2007). Zimen e Boitani (1975) e Boitani (1976) stimano la presenza di 10 gruppi (Fig. 2) su una superficie di circa 8500 kmq:  Monti Sibillini – Monti della Laga: 8 lupi
Estratto dalla tesi: Presenza del lupo (Canis lupus) nel settore Marchigiano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e aree contigue

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Presenza del lupo (Canis lupus) nel settore Marchigiano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e aree contigue

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tomei
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze forestali (SFN)
  Corso: Conservazione e restauro dell'ambiente forestale e difesa del suolo
  Relatore: Andrea Amici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

lupo
pngsl
fototrappolaggio
settore marchigiano
parco gran sasso e monti della laga
danni alla zootecnia
transect
wolf howling
genetica non-invasiva

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