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Brutalità poliziesca ed uso eccessivo della forza: il lato oscuro del distintivo di polizia. Analisi storico-sociologica

Estratto della Tesi di Leonardo Paradiso

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14 Numerosi, infatti, i casi in cui solo dopo l’apertura di blog o siti web, episodi di brutalità istituzionale sono giunti nelle aule di giustizia : questo il caso degli omicidi di Federico Aldrovandi, in cui la madre Patrizia Moretti apre un blog mostrando il viso scempiato del defunto figlio dopo l’ “intervento” degli ufficiali di polizia 15 ; dell’omicidio di Stefano Cucchi, il cui caso assume spaventosa potenza mediatica dal momento in cui la sorella Ilaria pubblica sulla rete internet le foto del corpo martoriato del fratello, dei sospetti lividi e rigonfiamenti del suo viso, per non parlare della sua seria e preoccupante magrezza (perde più di dieci chilogrammi di peso nelle due settimane di arresto) 16 ; stesso destino anche per il caso di Niki Aprile Gatti, in cui la madre Ornella Gemini affida ad un blog il suo urlo di dolore e incredulità; decisivo il ruolo di registrazioni audio, come accadde per il caso Uva e la registrazione di una telefonata tra due esponenti dell’Arma dei Carabinieri, e di videoregistrazioni, come è avvenuto più e più volte, per fare qualche nome basti ricordare il predetto caso di Rodney King e delle terribili violenze e scontri urbani scaturiti dalla pubblicazione del video che filmava rappresentanti delle forze di polizia della LAPD impegnati nel suo duro pestaggio, così come il video cellulare che incastra i poliziotti che hanno brutalmente picchiato il ragazzo romano Stefano Gugliotta il 5 Maggio 2011, scambiato per un ultras pericoloso ed indagato, ed incarcerato arbitrariamente per diversi giorni nel carcere romano di Regina Coeli. Mutuando ancora una volta le parole di Marco Marsili, che insiste sul “velo di omertà” delle istituzioni, sulla distanza abissale tra forze dell’ordine e comunità e sui deficit comunicativi delle istituzioni in casi di brutalità poliziesca, “Ognuno di noi è un media, e come tale può contribuire a fare informazione, denunciando abusi, nella speranza che, un giorno, anche le forze dell’ordine comincino a comunicare correttamente, ristabilendo il rapporto fiduciario con i media e i cittadini” 17 . 5. Introduzione all’eziologia del fenomeno. Parte fondamentale della presente discettazione saranno, di conseguenza, le possibili cause che determinano il manifestarsi di episodi di brutalità poliziesca. Numerosi studi, ricerche hanno portato alla formazione di altrettante teorie riguardanti le potenziali motivazioni che potrebbero spingere un ufficiale di polizia ad infrangere le leggi che egli stesso protegge ed, in ultima analisi, ad abusare della sua autorità ai danni dell’integrità fisica e psicologica dei cittadini. Ognuna di queste possibili cause verrà descritta in dettaglio, quindi per ora basti sapere che tali cause possono essere raggruppate in quattro macro-gruppi eziologici : sociali, ambientali, psicologici e strutturali. 15 www.federicoaldrovandi.blog.kataweb.it 16 Pubblicazioni fotografiche accessibili su Italy.Indymedia.org 17 Marsili M., “Il libro nero della polizia. Piccoli omicidi di Stato tra amici, 2001-2011”, Termidoro edizioni, 2012, pag. 27.
Estratto dalla tesi: Brutalità poliziesca ed uso eccessivo della forza: il lato oscuro del distintivo di polizia. Analisi storico-sociologica

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Brutalità poliziesca ed uso eccessivo della forza: il lato oscuro del distintivo di polizia. Analisi storico-sociologica

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Informazioni tesi

  Autore: Leonardo Paradiso
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche "Roberto Ruffilli"
  Corso: Scienze Criminologiche per l'Investigazione e la Sicurezza
  Relatore: Ugo Terracciano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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Parole chiave

sicurezza
criminologia
polizia
brutalità
investigazione

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