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Diritto alla salute vs diritto al lavoro. Il caso Ilva

Estratto della Tesi di Daniela Zaccagnino

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14 «Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l'arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206 Euro». Anche se poi i giudici, nel processo di Appello e in Cassazione, hanno azzerato la sentenza di primo grado, ritenendo innocente Noce dicendo che le polveri rosse dell’Italsider arrivavano sulla città portate dal vento. Noce non aveva commesso il reato ma non aveva nemmeno fatto nulla per impedirlo. L’omissione però non rientra nell’art. 674 c. p. che contempla un comportamento attivo. La questione si chiuse lì, finché dieci anni dopo sempre Sebastio rimise sotto processo l’Italsider con la stessa accusa, raccogliendo la denuncia di un floricoltore, stanco di veder piovere sulle sue piante il carbone e il ferro delle montagne siderurgiche. Nel 1998 il fioraio Antonio Ammirato vinse la causa in Cassazione, che aveva cambiato orientamento rispetto a dieci anni prima, ritenendo che “non impedire un reato equivalesse a commetterlo”. Il floricoltore incassò cinque milioni di lire a titolo di provvisionale e vinse la successiva causa civile per il risarcimento 8 . Un altro muro venne abbattuto, per la prima volta il siderurgico è stato condannato al risarcimento dei danni a favore di un privato. Ma la sentenza non lasciò tracce significative. La serra di Ammirato è ancora lì accanto alle montagne di carbone distese su 66 ettari e nel frattempo la situazione ambientale di Taranto è peggiorata. Nel luglio del 1997 il Consiglio dei Ministri dichiarava l’Ilva di Taranto “area ad elevato rischio di crisi ambientale”. In seguito, la permanente situazione di inquinamento ha portato alla fine degli anni ‘90 all’apertura di un’altra inchiesta sui parchi minerali, da parte di Franco Sebastio, che nel frattempo era diventato pubblico ministero, conclusasi poi con la condanna definitiva 9 dei dirigenti dell’industria per il reato di cui all’art.674 del codice penale (Getto pericoloso di cose) e per l’art.13 del DPR n. 203 del 24 maggio 1988 10 recante norme in materia di “qualità dell’aria in relazione a specifici 8 Ivi, p. 131. 9 Cass. Pen., sez. III, 28 settembre 2005, n.38936, Riva, in “Giustizia Penale” 2006, II, 545. 10 Decreto abrogato dal d.lgs. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente).
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Diritto alla salute vs diritto al lavoro. Il caso Ilva

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Zaccagnino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Lorenzo Gaeta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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Parole chiave

lavoro
ambiente
salute
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taranto
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