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La questione ebraica e le leggi razziali nel dibattito pubblico italiano degli ultimi trent'anni

Estratto della Tesi di Marco Severa

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Estratto dalla tesi: La questione ebraica e le leggi razziali nel dibattito pubblico italiano degli ultimi trent'anni
1.2 Il dibattito storico sul ruolo del fascismo nell'antisemitismo 
il dibattito storiografico attuale, iniziato diversi decenni fa, è incentrato sulle opinioni 
contrastanti degli storici sul periodo esatto della nascita dell' antisemitismo in Italia. 
Tuttavia a prescindere da questa diatriba, emerge un punto molto chiaro; far chiarezza 
sulla nascita dell' antisemitismo in Italia, serve solo dal punto dal punto di vista 
storico e non di certo a negare che il razzismo in Italia sia stato presente; un corretto 
ed esauriente dibattito storico, può e deve tutelare la nostra cultura e la nostra storia 
dagli attacchi strumentali che spesso provengono dalla politica. Individuare il 
momento in cui il fascismo svoltò verso una politica razziale più intensa, è necessario 
per localizzare e decifrare nel modo corretto il regime fascista e soprattutto il ruolo 
che ebbe nello sviluppo dell' antisemitismo mondiale. Uno dei maggiori interpreti di 
questo dibattito è Giovanni Belardelli; Il suo è un intervento critico verso chi tende a 
retrodatare l'antisemitismo fascista; egli non condivide le tesi di Giorgio Fabre, che 
individua nel futuro Duce le prime tracce di ostilità antiebraica all' epoca in cui era 
ancora socialista e prende le distanze dallo storico Michele Sarfatti, secondo cui le 
leggi razziali devono essere considerate la conclusione logica di una politica già 
avviata da molto temp02. Renzo De Felice, forte della sua autorevolezza di pioniere 
degli studi sui rapporti tra il regime ed il mondo ebraico, sosteneva che il fascismo 
fosse al riparo dall'accusa di genocidio e fuori dal cono d'ombra dell'Olocausto, 
sembrano anacronistiche e nello stesso tempo fuori luogo; è vero anche che i suoi 
studi sono certamente stati approfonditi e superati, ma è impossibile minimizzare le 
responsabilità di Mussolini nelle persecuzioni antiebraiche; proprio Michele Sarfatti 
emette un pesante verdetto di colpevolezza nei confronti del duce contraddicendo De 
Felice; secondo egli infatti il Mussolini di Salò partecipò volontariamente e 
consapevolmente alla Shoah
3
• De Felice era convinto che Mussolini nel periodo della 
Repubblica Sociale, volesse soltanto concentrare la popolazione israelitica in alcuni 
campi di raccolta, per deciderne poi il destino a guerra finita: se le autorità di Salò 
tollerarono la deportazione degli ebrei italiani verso Auschwitz e in qualche misura vi 
collaborarono, fu perché all'atto pratico non potevano opporsi alla prepotenza 
nazista; Sarfatti invece, ritiene che vi sia stato fra il Terzo Reich e la Rsi un vero e 
proprio accordo per la consegna degli ebrei ai tedeschi e la conseguente deportazione 
e uccisione di quelli arrestati dagli italiani. Proprio egli accredita le sue tesi, 
affermando che pur non esistendo una documentazione che possa certificarla, ci sono 
due significativi indizi; come si può infatti giustificare la routine del meccanismo di 
deportazione nelle regioni amministrate dalla Rsi? Le milizie di Salò arrestavano gli 
ebrei e li convogliavano nel campo di Fossoli, vicino a Carpi, in provincia di 
Modena, consegnandoli poi alle SS, che prendevano in consegna i perseguitati e li 
2 http://archiviostorico.corriere.it/2006/settembre/211Antisemitismo _Duce _ nonJazzista Jìno _co _9_06092 J 003.sht 
mI 
3 M. Sarfatti, La Shoah in Italia, la persecuzione degli ebrei sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 2005 
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La questione ebraica e le leggi razziali nel dibattito pubblico italiano degli ultimi trent'anni

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Severa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: scienze storiche
  Relatore: Paolo Carusi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

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