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L'asseverazione di un SGSL nelle pmi tra semplificazione e risparmio

Estratto della Tesi di Andrea Pieroni

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Estratto dalla tesi: L'asseverazione di un SGSL nelle pmi tra semplificazione e risparmio
4.  Il  modello  organizzativo  deve  altresì  prevedere un idoneo sistema  di  controllo 
sull'attuazione  del  medesimo  modello e sul mantenimento  nel  tempo  delle  condizioni di 
idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono 
essere   adottati,   quando   siano   scoperte   violazioni significative delle norme relative alla 
prevenzione degli infortuni e all'igiene   sul   lavoro,   ovvero   in   occasione   di   mutamenti 
nell'organizzazione   e  nell'attività  in  relazione  al  progresso scientifico e tecnologico.
  5.  In  sede  di  prima  applicazione,  i modelli di organizzazione aziendale  definiti 
conformemente  alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul 
lavoro (SGSL) del 28 settembre  2001  o  al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono 
conformi  ai  requisiti  di  cui  al  presente  articolo per le parti corrispondenti.  Agli stessi fini 
ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione 
di cui all'articolo 6.
  ((5-bis.  La  commissione  consultiva  permanente  per  la salute e sicurezza sul lavoro elabora 
procedure semplificate per la adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e 
gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese. Tali procedure sono recepite con  decreto 
del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.))
  6. L'adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente  articolo  nelle 
imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell'articolo 11.
Tale articolo fa riferimento nella sua rubrica al “modello di organizzazione e gestione” e 
richiama nel corpo del testo al comma 1, il D.lgs 231/2001. A questo punto occorre fare una 
distinzione tra il D.lgs 231/2001 preso nella sua individualità, e l'art. 30 del D.lgs 81/2008.
Un modello di organizzazione e gestione propriamente detto è quello riferibile in senso 
stretto al D.lgs 231/2001, il quale certamente appartiene alla “famiglia” dei sistemi di gestione 
aziendali, ma è caratterizzato da una ratio diametralmente opposta rispetto alla ratio del D.lgs 81. 
L'obiettivo del decreto n. 231 era quello di introdurre all'interno dell'ordinamento uno strumento 
capace di contrastare la criminalità d'impresa attraverso il superamento del principio della 
tradizione giuridica nazionale, societas delinquere non potest. Si introduce con il sistema del 
decreto 231/2001 un apparato caratterizzato da pratiche organizzative che consentono alle imprese 
italiane di evitare la responsabilità da reato mediante appunto l'adozione di un modello di 
organizzazione e gestione (MOG) capace di prevenire i reati. Quindi il vero scopo del decreto in 
questione è quello di tutelare l'impresa nel caso di commissione di reati da parte di soggetti apicali o 
subordinati, evitando che  di incorrere in pesantissime sanzioni pecuniarie e/o interdittive.
Le finalità che invece guidano la normativa del D.lgs 81/2008 sono dirette ad una tutela 
immediata a favore dei lavoratori attraverso l'attuazione misure prevenzionali e protettive nei 
confronti degli infortuni e dalle malattie professionali e mediata per le imprese le quali se si trovano 
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L'asseverazione di un SGSL nelle pmi tra semplificazione e risparmio

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Pieroni
  Tipo: Tesi di Master
Master in Modelli di Organizzazione, Formazione e Valutazione dei Rischi per la Sicurezza del Lavoro Safety Management II
Anno: 2014
Docente/Relatore: Alberto Tampieri
Istituito da: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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d.lgs 81/2008
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sistemi gestione sicurezza
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