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PROTEZIONE CIVILE: un ponte fra culture in un'ottica comparatistica

Estratto della Tesi di Paolo Cazzola

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10 finalmente riconsegnò la Svizzera ad uno stato di normalità con la smobilitazione dell’esercito e la fine del razionamento. Durante il periodo bellico le esigenze difensive dal concreto rischio di annessione al Terzo Reich - base extralegale della riviviscenza di un diritto di necessità non previsto dalla Costituzione - avevano portato con sé, oltre alla temporanea compressione di diritti costituzionalmente garantiti, anche la maturazione di un orientamento militare che seppe imprimere da subito versatilità di risposta alle nuove minacce provenienti da una accresciuta aggressività dei nuovi strumenti di offesa ormai lontani tanto dalle cariche di cavalleria (di napoleonica memoria) quanto dai combattimenti corpo a corpo che, ancora nel corso del primo conflitto mondiale, erano risultati, in taluni casi, determinanti del successo di un’operazione. A partire dal 28 agosto del 1939 l’esercito, la disponibilità del quale era prerogativa del potere federale ai sensi dell’art. 19 Cost. del 1874, venne mobilitato più volte, determinando così, nel popolo svizzero, una presa di coscienza dell’evoluzione, anche tecnologica, dell’arte bellica in misura proporzionale al numero di chiamate alle armi, generali o parziali, che si susseguiranno con insistenza crescente sino al totale sfaldamento dell’Unione Sovietica, evento che determinò la fine della Guerra Fredda, l’avvio di un processo 14 di riforma poi sfociata negli atti legislativi di riforma del 1995 (Esercito 95) e del 2004 (Esercito XXI), nonché, ad oggi, il punto di non ritorno per la mobilitazione dell’Armata federale. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, in particolare, le tecniche adottate dall’esercito germanico per la temuta Guerra Lampo (Blitzkrieg) avevano suggerito, al celebre Generale Henry Guisan 15 , la realizzazione di un dispositivo 14 Vd. Rapporto del Consiglio federale all’Assemblea federale sul concetto dell’esercito negli anni ’90, in Foglio Federale del 3 marzo 1992, vol I, pag 729-840, e il Messaggio concernente la riforma Esercito XII e la revisione della legislazione militare del 24 ottobre 2001, in Foglio Federale del 12 febbraio 2002, vol. I, pagg- 768-812 15 Henry Guisan (1874-1960), colonnello di Corpo d’Armata, il giorno stesso in cui veniva emanato il decreto federale sui pieni poteri venne eletto dal Parlamento, con 204 voti su 231, Generale dell’Armata e, forse anche per il suo statuto di Ufficiale di milizia, incarnò pienamente il simbolo di una resistenza che camminava sulle gambe sia dell’esercito che della popolazione civile.
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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Cazzola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Paola Viviani Schlein
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 213

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