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“Hola, Ciao” Itinerario mediale interculturale per l'insegnamento della lingua spagnola nella scuola primaria Napoletana

Estratto della Tesi di Giuseppina Russo

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degli uomini. É da quest’ultima accezione che si giunge al senso moderno e comune di cultura. Secondo Amatucci, riporta Nanni (1998), l’educazione interculturale si sviluppa dall’ampio tema dell’educazione alla mondialità, ossia un’educazione civica intesa come formazione dell’uomo e del cittadino in una dimensione internazionale. Per Nanni, si deve all’UNESCO il merito di avere per primo sviluppato il termine ‘interculturale’ come risposta alle nuove istanze di convivenza emerse subito dopo il secondo conflitto mondiale. Per l’UNESCO (1980) “Chi dice interculturale, dice necessariamente, dando il pieno senso al prefisso ‘inter’, interazione, scambio, apertura, reciprocità, solidarietà obiettiva. Dice anche, dando il pieno senso al termine cultura, riconoscimento dei valori, dei modi di vita, delle rappresentazioni simboliche alle quali si riferiscono gli esseri umani, individui società, nelle loro relazioni con l’altro e nella loro comprensione del mondo, riconoscimento della diversità …”(Nanni, 1998, p.12). Questa definizione sottolinea i concetti chiave di ‘interazione culturale’ e di ‘riconoscimento delle diversità’ che sono alla base dell’educazione interculturale, e richiama una nozione di cultura considerata in senso ampio, non limitata alle forme ‘alte’ del pensiero e dell’agire, ma estesa all’intero modo di vivere, di pensare e di esprimersi di un gruppo sociale. Allora, dunque, come potremmo definire l’educazione interculturale? Potremmo iniziare come ci indica Casillo che: l’obiettivo dell’educazione interculturale si delinea come promozione delle capacità di convivenza costruttiva in un tessuto culturale e sociale multiforme. Essa comporta non solo l’accettazione ed il rispetto del diverso, ma anche il riconoscimento della sua identità culturale, nella quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione, in una prospettiva di reciproco arricchimento (Casillo, 1990, p. 71). L’incontro con l’altro assume quindi un valore centrale. La differenza culturale non rappresenta l’elemento costituente per la distinzione di un gruppo, bensì quello che, secondo una decisione di carattere sociale e/o politico, viene simbolicamente utilizzato come confine per mantenere le differenze tra un gruppo e l’altro (Gobbo 2000, p. 37 ). Lo sviluppo di relazioni fondate sul confronto dialettico sono occasione di arricchimento reciproco, Rizzi (1992) evidenzia che l’educazione interculturale vede “l’uomo crescere e svilupparsi nel rapporto con gli altri e che si esprime nel dialogo, nella negoziazione, nella gestione della pluralità” (Rizzi, 1992, p. 13).ù Per Demetrio e Favaro (2000) alla base dell’educazione interculturale c’è lo sviluppo di quello che gli autori definiscono il pensiero relazionale che è “un educarci ad un educare ad un pensiero che non si irrigidisca mai. Ad un pensiero in movimento.” (Demetrio e Favaro, 2000, p. 16 ).   12
Estratto dalla tesi: “Hola, Ciao” Itinerario mediale interculturale per l'insegnamento della lingua spagnola nella scuola primaria Napoletana

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppina Russo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Luca Luciani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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