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Il déjà vu: una rassegna del fenomeno

Estratto della Tesi di Elisa Marenzi

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fornito considerevoli dettagli sull' affidabilità test- retest e tra gli item, nonché sulla validità di costrutto, ma non hanno pubblicato il questionario e nessuna statistica descrittiva dei quattro gruppi studiati (persone con schizofrenia, persone con depressione, quelle soggette ad attacchi epilettici, e gruppo di controllo). Un ulteriore limite evidente riguarda il campionamento: nella ricerca sono frequentemente utilizzati campioni che non rappresentano la popolazione, addirittura in molti casi viene utilizzato un campione di convenienza, per esempio: Leeds ( 1944) interrogava individui in un negozio dove lavorava , Zuger (1966) intervistava i suoi pazienti in terapia, e Kohr (1980) intervistava i membri dell'Associazione per la Ricerca e l'Illuminazione, che studia le esperienze paranormali (di cui era anche un membro). Osborn ( 1884) distribuì la sua indagine " a Princeton e altrove "( p. 478 ), senza ulteriori precisazioni, e diversi studi hanno usato i pazienti ricoverati come gruppi rappresentativi da confrontare con sottogruppi psichiatrici ( Chapman & Mensh, 1951 ; Richardson & Winokur , 1967) . Infine, Gaynard ( 1992) ha esaminato studenti che frequentavano un' università dove ha tenuto un corso popolare chiamato "Aspetti sul Paranormale ", con molti studenti consapevoli della sua tendenza positiva verso questo argomento 9 . Questo problema del campionamento inadeguato e limitato, è particolarmente evidente anche nello studio di Neppe( 1983e ) 10 , nonostante abbia incluso cinque gruppi - persone con schizofrenia, persone con epilessia del lobo temporale ( TLE ) ,persone senza TLE, persone che credono nei fenomeni paranormali e persone di confronto, il suo gruppo di controllo consisteva in 10 persone che non credono in fenomeni paranormali. Solo 5 di queste 10 hanno avuto un'esperienza di déjà vu; quindi, una lunga serie di statistiche descrittive e analisi si è basata su cinque persone. Neppe ( 1983e ) ha ammesso che i dati di questo gruppo di controllo non erano generalizzabili 11 . 1.2 PROSPECTIVE REPORTS La rarità delle esperienze di déjà vu presenta problemi circa il ricordo dei dettagli specifici, fisici e psicologici dell'evento vissuto. Questa difficoltà può essere affrontata da prospective reports, ma solo Heymans (1904 , 1906) ha utilizzato questa metodologia. In due studi separati, originariamente scritti in olandese e tradotti in inglese da Sno e Draaisma ( 1993) 12 , studenti universitari registravano i dettagli di ogni déjà vu che hanno vissuto durante un 9 Alan S. Brown- A revew of the déjà vu experience. 2003 10 Neppe, V . M.- . The psychology of de´ja` vu: Have I been here before?1983e 11 Alan S. Brown- A review of the déja vu experience. 2003 12 Herman N. Sno and Douwe Draaisma - An early Dutch study of déjà vu experiences 1993 8
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Il déjà vu: una rassegna del fenomeno

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Marenzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze del Comportamento e delle Relazioni Interpersonali e Sociali
  Relatore: Nadia Monacelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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