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Deafhood: le radici della cultura Sorda

Estratto della Tesi di Alessandro Elias Ghetti

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ogni persona Sorda è collegata ad un'esperienza collettiva chiamata Comunità e Cultura Sorda”. La ricerca della propria identità non è priva d'ostacoli quali ad esempio l' Oralismo e l'Audismo, con il loro culmine nei primi anni del '900 con politiche come l' eugenetica, portata avanti ad esempio da Alexander Graham Bell. L'inventore affermava, in una lettera a Fred Deland, che: “possiamo provare a dimenticare che sono sordi. Dobbiamo provare ad insegnare loro a dimenticarsi che sono sordi.” (Ladd, 2003, pag. 129 11 ) L'eugenetica è una scienza che controlla la popolazione con l'eliminazione di certe caratteristiche che sono considerate negative: questo controllo è attuato attraverso una selezione razziale, la sterilizzazione e, peggio, il genocidio. Secondo lo stesso Bell, era giusto attuare queste pratiche perché le persone che le subivano erano variazioni peggiorative della razza umana. Dalla fine degli anni trenta circa, metà degli Stati Uniti aveva leggi eugenetiche. Sul modello di quelle californiane vennero scritte le leggi eugenetiche del regime nazista tedesco. Lane (2005, pag. 12), a riguardo: “In linea di principio, potremmo cercare le basi genetiche dell’essere africano o asiatico, ad esempio. Non lo facciamo. Ma dei programmi finanziati dal governo oggi ricercano le basi genetiche della sordità e promettono, proclamano, di creare una società in cui non ci saranno più persone Sorde. Quando dei ricercatori all’Università di Boston annunciarono che avevano identificato un gene presente in molte persone nate sorde, il direttore dell’Istituto Nazionale per la Sordità e Altri Disordini Comunicativi chiamò questa scoperta un “progresso fondamentale che migliorerà la diagnosi e la consulenza genetica e che in ultima analisi condurrà a una terapia di sostituzione o a una terapia di trasferimento dei geni.”. Lo scopo finale di sforzi come la terapia di trasferimento dei geni è, naturalmente, quello di ridurre le nascite di sordi, e infine di eliminarle del tutto. Immaginate il clamore se degli scienziati medici sbandierassero un simile progresso per qualsiasi altra minoranza etnica, promettendo una riduzione del numero dei bambini di quel gruppo etnico – promettendo meno neri, meno ebrei, quale che sia il gruppo etnico.” Lane domanda in particolare agli inglesi ed agli italiani: “Perché non riuscite a capire che un programma con l’effetto previsto di diminuire o sradicare la minoranza Sorda è in realtà un genocidio?”. L'Oralismo è una filosofia educativa ed una pratica che si focalizza sullo sviluppo del parlato e degli strumenti d'ascolto che degrada le lingue dei segni e sostiene che queste interferiscano con l'acquisizione della capacità di parlare e di ascoltare delle persone Sorde. Un momento storico fondamentale nella Cultura Sorda, proprio concernente l'Oralismo, è quello del Congresso di Milano dell'11-16 settembre 1880. In quell'occasione , il Congresso, votò con centosessanta voti contro quattro, “la scelta esclusiva del metodo oralista per l'istruzione dei sordi. Chi è stato educato secondo il metodo scelto a Milano racconta di aver passato buona parte della sua infanzia guardandosi allo specchio e cercando di imparare le posizioni della bocca che corrispondono alle lettere dell'alfabeto. Un esercizio umiliante e frustrante, e un totale spreco di tempo: un sordo non può spacciarsi per udente, neanche volendo, e i suoi giorni di scuola erano un inutile inferno. La cosa peggiore era che gli insegnanti punivano tutti gli alunni che provavano a comunicare a gesti o segni. Per quasi un secolo le lingue dei segni sono state perseguitate dalle stesse istituzioni che avrebbero dovuto promuoverle.” (Rée, 2005, pag. 43) Paddy Ladd ricorda come nel 1974, in Inghilterra, le persone Sorde fossero nella morsa di questo sistema educativo che bandiva l'uso delle lingue dei segni e gli educatori Sordi stessi che costituivano il 40% del corpo docente. Ogni giorno qualche articolo del London Times trattava l'argomento pubblicando titoli come: “La sordità è abolita”. Nel 1974, una squadra di ricerca della Oxford University condotta da Reuben Conrad inizia a studiare i risultati dell'Oralismo. Le loro ricerche mostrano che l'età media dell'abbandono scolastico da parte dei sordi solitamente era 8 anni, abbastanza per capire le testate dei giornali, ma non molto di più. In molti casi, il loro parlato - la vera raison d'etre dell'Oralismo - era incomprensibile per tutti tranne docenti e genitori. Anche la loro capacità di leggere il labiale non era davvero molto 11 Traduzione ad opera dello scrivente 9
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Deafhood: le radici della cultura Sorda

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Elias Ghetti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lingue e culture moderne
  Corso: Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio
  Relatore: Alessandra Checchetto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

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