Capitale e lavoro nel XXI secolo: tra bisogni relativi e produzione condivisa

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gerardo Russo Contatta »

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Estratto della Tesi di Gerardo Russo

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14 aumentare la produzione, avendo bisogno solo di capitali e non di lavoratori. Nel caso di un’elasticità nulla, capitale e lavoro sono utilizzabili in proporzioni fisse. Pensiamo, come esempio, a degli operai industriali che hanno bisogno di un unico macchinario per poter lavorare. In questa situazione se ogni operaio disponesse di un macchinario aggiuntivo, non potrebbe produrre niente di più rispetto a quello che già produce, così la produttività marginale di quell’unità supplementare di capitale sarebbe nulla. I due casi estremi sono comunque lontani dalla realtà. La vera questione, per l’autore, è capire se l’elasticità di sostituzione tra lavoro e capitale è superiore, inferiore o uguale a 1. Nel caso in cui sia inferiore a 1, l’aumento del rapporto capitale/reddito β porterà una diminuzione del rendimento r tale che anche α diminuirà. Nel caso in cui sia maggiore a 1, l’aumento di β porterà un calo limitato di r, quindi α aumenterà. Nel caso di un’elasticità uguale a 1 ci sarà una compensazione tra i due effetti e la quota α resterà dunque uguale. Quest’ultimo è il caso presentato dalla funzione di produzione Cobb-Douglas, molto usata soprattutto per la sua semplicità. La funzione si basa sul fatto che qualsiasi siano le quantità di lavoro e capitale disponibili, la quota α rimane fissa. La funzione Cobb-Douglas si baserebbe però su dati poco consistenti, non in grado di fornire un’adeguata prospettiva storica, secondo l’economista francese essa sarebbe utile solo per approssimare determinati sotto periodi o particolari settori 2 . Basandosi sui dati precedentemente descritti, Piketty spiega come la variabilità della quota α sia innegabile nel corso della storia e che sia nettamente in crescita negli ultimi decenni. L’ipotesi dell’economista è infatti quella di 2 Cobb e Douglas si basano infatti sui dati dell’industria manifatturiera americana dal 1899 al 1922 (Piketty, 2013, pp.259-261).
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