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Il dialetto siciliano, tra grecità e latinità. Lo strato bizantino

Estratto della Tesi di Sabrina Perrone

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9 5. Lenizione di -s- in posizione intervocalica nelle leggende di monete Ίρυκαζιη, Σεγεσταζιη 6. Evoluzione di -iā in -iē, ignota al siculo 7. La desinenza -ī del genitivo per i temi in -o- (non solo per i temi in -io-) 8. Tratti arcaici dell’elimo sarebbero anche la conservazione del genitivo in -a(s)dei temi in -ā-, e, desumibili dall’onomastica, la conservazione del dittongo eu (desumibile attraverso i personali Δευκέτιος, Τεΰτος, che però non sono della zona) passato ad ou in latino, e di -el- passato ad -ol-, -ul- in latino in determinate condizioni fonetiche. Il Durante sostiene che i nuovi reperti ci danno la prova, a suo parere indiscutibile che l’elimo è una lingua indoeuropea 9 . «Un’altra fonte per la conoscenza del sicano, finora completamente negletta, sta nei nomi di persona» scrive Durante 10 . I nomi personali, dunque, possono dare preziose informazioni di carattere linguistico. I nomi Βοΰκος (Teocrito) e Briccus, Καβαβαλλος, che conosciamo da iscrizioni, come Μυλος (da Ravanusa) presentano assonanza con Bucca/Buccus «caprone», con βρικόν όνον, con καβάλλης· ιππος 11 , uguali al latino caballus e sorretto dal sicano Κάβαλα e con il pre-latino mulus 12 a sua volta sorretto dal sicano Μΰλαι (Mylae) 13 , da cui, per il tramite dell’arabo, l’odierna Milazzo, questi ultimi sopravviventi nei nostri bricco «asino, somaro», cavallo e mulo. Si riscontra, inoltre, nello strato siculo-sicano prevalenza di occlusive sonore che tendono a divenire spiranti 14 , come posso mostrare, per esempio, Ζάγκλη per Δάγκλη (su monete) e παμφάλυα per il greco πομφόλυγα, ciò che sembrerebbe in contrasto con l’oscillazione tra sonora e sorda che si rileva in non poche voci della Sicilia, se non potessimo supporre che le forme assordite siano dovute a reazioni del sostrato tirrenico. 9 M. Durante, VII, 1961, p. 107 sg. 10 Ibid. 1961, p.90 n.38. 11 Plutarco, Moralia, II 828. 12 Voce del sostrato, raffrontabile col gr. μυχλός «Zuchtesel» e con l’alb. munshk «Maulesel», cfr. i diminutivi lat. muscellus e muscella (CIL., IV 2016), LEW. II, p. 125 sg. Non conoscendo l’asino, gli Indoeuropei non conoscevano neanche il mulo (quod ex quocumque asino et equa nascitur, Varr. l. L., IX 28) . 13 Che ci garantisce della quantità di -ū-, con l’allungamento di compenso per la riduzione del nesso -sl- preceduto da una gutturale, come si deduce dal gr. μυχλός. Siccome l’osco-umbro conserva la sibilante nei nessi sl, sm, sn, che invece dilegua nel latino, dovremmo concludere che Μυλος e Μυλαί sno stati importati in Sicilia sai Siculi, come íemi/emi, da *esmi. 14 Fenomeno che ha riscontro per b d g in posizione intervocalica, nei nostri dialetti meridionali; Alessio,1964, p. 182
Estratto dalla tesi: Il dialetto siciliano, tra grecità e latinità. Lo strato bizantino

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Il dialetto siciliano, tra grecità e latinità. Lo strato bizantino

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Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Perrone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere Classiche
  Relatore: Marina Calogera Castiglione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

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