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Breve studio sul sonno: dalla neurofisiologia all'ambiente

Estratto della Tesi di Lorenza Berlato

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Come si è detto precedentemente, le condizioni ambientali apportano numerosi cambiamenti nelle modalità e nelle necessità di sonno nei vari mammiferi. I mammiferi terrestri differiscono molto tra di loro, i principali studi sono stati fatti sui placentati e sui marsupiali rispetto ai monotremi, che hanno un sonno REM simile più agli uccelli che ai mammiferi, infatti è localizzato nel tronco encefalico 1 . Si è notato che la dieta è strettamente connessa con gli aspetti del sonno REM e NREM, negli erbivori la massa corporea e il tempo del sonno è inversamente correlato, infatti elefanti e giraffe dormono 3-4 ore 1 , mentre i conigli dormono per il 70% della giornata. A questo punto si vagliano due possibili cause, da un lato si ipotizza che i grossi erbivori abbiano ridotti tempi di sonno per ridurre la vulnerabilità dai predatori, la seconda è che per questi animali, che si cibano al pascolo, potrebbe essere necessario passare più tempo sveglio per poter mangiare, vista la bassa densità calorica del loro cibo 1 . Per quanto riguarda i carnivori e gli onnivori si è visto che la massa corporea non influisce sulle tempistiche del sonno; l’uomo non ha caratteristiche diverse rispetto agli altri primati onnivori, anche se i suoi tempi di veglia sono più lunghi 1 . Le dimensioni del cervello, insieme alla massa corporea, invece, influiscono sulla tempistica del ciclo del sonno a partire dalla fase NREM al risveglio, i piccoli animali hanno cicli brevi, mentre i grossi animali ce li hanno lunghi. Mammiferi marini 1 I mammiferi marini differiscono dai terrestri in quanto, nella fase REM, non hanno mai onde cerebrali ad alta tensione in entrambi gli emisferi, differenza dei mammiferi terrestri. Nei casi di piccoli cetacei l’immobilità durante il sonno non è mai stata osservata. Una ulteriore prova della caratteristiche uniche nel sonno dei cetacei è la quasi totale assenza di sonno nei neonati e una notevole riduzione del sonno delle loro madri dopo il parto; è un’eccezione perché la maggior parte dei mammiferi terrestri dopo la nascita hanno una ridottissima attività e sonno molto prolungato, che andrà a diminuire con la crescita; al contrario, le orche e i delfini hanno manifestano comportamenti riconducibili al sonno in minima misura (come il chiudere gli occhi, lo stare immobili) alla nascita e che andranno, invece, ad incrementarsi nei mesi successivi, portandoli in breve ai livelli degli adulti. Quindi la quantità minore di sonno ce l’hanno durante i primi mesi di vita, periodo in cui c’è una crescita corporea e cerebrale maggiore; inoltre durante questo periodo di forte legame con la madre, il piccolo, essendo vigile, potrà imparare tutti quei 5
Estratto dalla tesi: Breve studio sul sonno: dalla neurofisiologia all'ambiente

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Breve studio sul sonno: dalla neurofisiologia all'ambiente

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenza Berlato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Laura Ballerini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 28

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