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Il recupero dei centri storici come strumento di sviluppo locale: il caso di S. Stefano di Sessanio (AQ)

Estratto della Tesi di Martina Franchi

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12 1.1.2 Lo sviluppo locale in Italia In Italia lo sviluppo locale come modo di interpretare il cambiamento economico, si è affermato nel corso degli anni Novanta 9 . Tra i principali fautori, si ricordano G. Becattini, C. Trigilia, F. Sforzi e A. Bagnasco. Si veda come per Trigilia, lo sviluppo locale rappresenti quel percorso che permette di affrontare le sfide della globalizzazione: un modello nuovo, quindi, in grado di coniugare sviluppo economico e coesione sociale. Lo sviluppo locale alimenta così la costruzione sociale dell’innovazione mettendo in evidenza le capacità dei soggetti locali di collaborare per produrre beni collettivi che arricchiscono economie esterne e per valorizzare beni comuni, come il patrimonio ambientale e storico-artistico. Nel corso degli anni ’70 e ’80, in Italia nacquero tanti distretti industriali e sistemi di piccola impresa che avevano compensato la crisi della grande industria. Ciò aveva consentito ai governi nazionali di avviare una politica di spesa pubblica senza controllo. Paradossalmente, quindi, da un lato il Paese poteva contare sulla mobilitazione di molte energie imprenditoriali (questo è il momento in cui si è sviluppata la Terza Italia del Centro-Nordest e più tardi, il Mezzogiorno) ma dall’altro queste energie finivano per ritardare la modernizzazione politica del paese. Verso la fine degli anni ’80, quando l’Italia entrò nel sistema monetario europeo, questo connubio iniziò a scricchiolare. Il bel Paese entrò quindi in una crisi economica seria, acuita da quella politica del dopoguerra. Un’importante opera di risanamento dei conti pubblici è stata portata avanti dai cosiddetti governi tecnici prima di Giuliano Amato (1992-1993) e poi di Carlo Azelio Ciampi (1993- 1994), che hanno portato alla riduzione del debito. Più tardi, con Romano Prodi e l’ingresso nell’unione monetaria europea, l’Italia vide un abbassamento dei tassi di interesse e questo giovò alle casse dello Stato. Tuttavia, proprio questi successi degli anni ’90 hanno acuito il problema del riaggiustamento del modello di sviluppo: competere con l’euro richiedeva, infatti, di adeguare le istituzioni, adeguamento da cui deriva il rendimento delle attività economiche. Nel contempo, la produttività aumentava di poco, le tecnologie e la comunicazione non erano abbastanza sfruttate, i salari subirono una moderazione e i redditi di lavoro dipendente peggiorarono. Tutto questo, senza contare gli elevati tassi di disoccupazione che persistevano nel Mezzogiorno. Trigilia, analizzando il dibattito che da allora si aprì sul declino, sottolineò la mancanza di un tassello importante: lo sviluppo locale. Assenza curiosa visto che l’economia italiana era molto 9 S. MAGAGNOLI, G. SERA V ALLI & F. SFORZI, Il ruolo delle istituzioni nello sviluppo locale, Artimino, Università di Parma, 2004, pp. 6-9
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Il recupero dei centri storici come strumento di sviluppo locale: il caso di S. Stefano di Sessanio (AQ)

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Informazioni tesi

  Autore: Martina Franchi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Management e comunicazione di impresa
  Relatore: Rossella Di Federico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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turismo
strategia
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santo stefano di sessanio
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