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Il c.d. divorzio breve

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosalba Lavecchia Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1786 click dal 24/05/2016.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Rosalba Lavecchia

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11 lunga convivenza, quelle che decidono di non sposarsi, i c.d. single e le coppie omosessuali 14 . 2. Lavori preparatori della Legge 898/70. Il Codice civile italiano del 1865 era ispirato al modello del Codice napoleonico del 1804: simile la disciplina dei diritti e dei doveri nascenti dal matrimonio. Per quanto riguardava la separazione personale dei coniugi, invece, veniva ammessa sia quella giudiziale sia quella consensuale (non prevista dal codice civile francese). Alla codificazione del 1865 seguì “un mezzo secolo senza riforme” 15 . Nel 1919 viene soppresso l’istituto della c.d. autorizzazione maritale, che era stata introdotta appunto sulla scorta del modello francese, sulla base del quale 14 Oggi ci sono molte più famiglie monoparentali: ragazzi che a prescindere dell’età in cui si lascia la casa paterna, hanno una certa riluttanza a ritornare nella casa natale e dipendere dai genitori; genitore vedovo o divorziato o madri single. Tendenza che si sta verificando a macchia d’olio non solo in tutta Europa ma anche nei Paesi avanzati. Queste forme di famiglia non sono più condannate come in passato ma vengono accettate dalla maggioranza delle persone come sistemi di vita normali, come succede anche nel caso di omosessualità. Questa riduzione delle dimensioni del nucleo familiare influisce radicalmente sulle teorie della famiglia nell’epoca del capitalismo. Anche se oggi c’è un numero maggiore di famiglie monoparentali non si può fare coincidere questo incremento con la fine della famiglia. Infatti, gli individui fuggono da una relazione solo per intraprenderne un’altra. Cfr. J. GOODY, La famiglia nella storia europea, cit., pp. 284- 285. Una diversificazione di modelli e di obiettivi, anche nell’ambito delle unioni, sembra poter essere condivisa anche argomentando proprio dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE che, all’art. 9, fa una significativa distinzione tra il “diritto di sposarsi” cioè di unirsi in matrimonio e il diritto di “costituire una famiglia”. Inoltre non bisogna dimenticare di considerare la possibilità di una diversificazione tra coppie di fatto eterosessuali e coppie omosessuali. Le coppie eterosessuali sembrano voler perseguire uno “status matrimoniale minimo”, nel senso cioè che questi pare che scelgano la convivenza proprio al fine di sottrarsi agli obblighi che scaturiscono dal matrimonio; al contrario, le coppie omosessuali, invece, dimostrano di voler perseguire uno “statuto matrimoniale massimo”, ossia la piena istituzionalizzazione dell’unione, per poter ottenere lo status matrimoniale o “uno status quanto più possibile simile”. Cfr. E. QUADRI, Il diritto di famiglia: evoluzione storica e prospettive di riforma, in Studi in onore di Giuseppe Benedetti, cit., spec. 1519. 15 P. UNGARI, Il diritto di famiglia in Italia, Bologna, 1970, p. 147.
Estratto dalla tesi: Il c.d. divorzio breve