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Beethoven: ''Da Bonn all'Aurora''

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Discipline musicali - Pianoforte

Autore: Mariella Di Giovannantonio Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1026 click dal 13/06/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Mariella Di Giovannantonio

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estensione della documentazione permette la nascita della storiografia musicale come arte autonoma. 1 3) Tra Classicismo e Romanticismo Intorno all’ultimo decennio del Settecento, tutte quelle correnti che dal 1760 circa si andavano allontanando da un ideale artistico basato sul sentimento disciplinato dalla ragione, si fondono con le prime manifestazioni del movimento romantico. Si afferma la musica popolare come espressione dell’animo dei popoli tutti diversi e riconoscibili perché affondano le radici nei loro costumi, storie e leggende. Ciò determina una nuova considerazione della natura, geograficamente definita, come un tutto unico con l’uomo, e una rivalutazione della storia particolare, della storia patria. 2 Si rivolge l’attenzione al Nord, ai miti germanici e alla leggenda nibelungica. Anche l’Italia, con le sue glorie letterarie, ritorna in primo piano; Dante è studiato con passione a Berlino e Jena e viene considerato padre e fondatore della poesia moderna. C’è un diffuso riemergere della sensibilità religiosa: il Cristianesimo viene considerato la religione più poetica, più favorevole alla libertà, alle arti, alle lettere. Questa rivalutazione della qualità estetica della religione rinsalda il vincolo familiare e il sentimento amoroso, elevando il valore della fedeltà. 3 L’estraneità riconosciuta della Rivoluzione francese al movimento romantico non ricorre nella musica: l’amore per il fatto di cronaca, il realismo e la precisione d’ambiente dell’opèra comique, l’arricchimento degli strumenti a fiato, la metrica spaziosa dell’inno, la frase melodica dilatata, i temi di carattere popolare, presenza di danze più ritmate del minuetto sono elementi che, insieme a un romanticismo di contenuti e di tono, evidenziano l’influsso del ventennio rivoluzionario e napoleonico. 4 4) La musica strumentale Negli anni fra Settecento e Ottocento la musica strumentale assume un’importanza fino ad allora sconosciuta. Essa infatti, nonostante la grande diffusione dell’opera lirica, riesce a scavarsi la sua strada e con la forma-sonata si costituisce un linguaggio autonomo. Inoltre, grazie al pubblico concerto, al progresso tecnico degli strumenti e allo sviluppo della stampa, si diffonde in tutta Europa la musica di Haydn e Mozart. Nasce una nuova generazione di strumentisti e compositori, soprattutto nel campo del pianoforte che, come già detto, è lo strumento che più si arricchisce e si trasforma nel cinquantennio 1770-1820. 5 Il musicista più tipico di questa nuova professione è Muzio Clementi. Nato nel 1752 a Roma, a ventuno anni si trasferisce a Londra dove dà i primi concerti e pubblica le 1 cfr. Giorgio Pestelli, L’età di Mozart e di Beethoven, E.D.T., Torino, pag. 183 2 Ibidem, pag. 191-192 3 Ibidem, pag. 193-194 4 Ibidem, pag. 194-195 5 Ibidem, pag. 213 10
Estratto dalla tesi: Beethoven: ''Da Bonn all'Aurora''