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Roddy Doyle e la voce della working-class dublinese: la traduzione del linguaggio non standard in The Commitments e The Snapper

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Leonardo Giancana Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 758 click dal 06/06/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Leonardo Giancana

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14 etnico nacque un ―biculturalismo‖ 12 in cui le due culture si aprirono l‘un l‘altra e la lingua irlandese si affermò come dominante. Il governo inglese cercò di arrestare l‘avanzata della lingua irlandese varando dei provvedimenti come gli Statuti di Kilkenny, nel 1366, che multavano chi usava l‘irlandese. Ciò nonostante, l‘uso dell‘irlandese continuava a crescere, mentre l‘inglese declinava. Con la Riforma cattolica della prima metà del XVI secolo, l‘irlandese si identificò anche come la lingua della Chiesa d‘Irlanda, in cui si riconosceva la maggior parte della popolazione, che era di fede cattolica. Questa situazione si riassume nelle parole del linguista irlandese Ó Cuív, il quale sostiene che, eccetto un numero ristretto di parlanti in zone del Leinster e in alcune aree urbane, il popolo d‘Irlanda parlava soltanto irlandese 13 . La situazione mutò radicalmente nella seconda metà del XVI secolo. Intenzionato ad intraprendere una politica imperialistica volta al controllo economico, politico e religioso, nel 1541 Enrico VIII si fece proclamare re d‘Irlanda. Si arrogò così il controllo del settore agro-pastorale irlandese. Seguirono una serie di confische ed espropri di terre degli irlandesi, specialmente nell‘Ulster (la provincia settentrionale d‘Irlanda), che vennero destinate ai coloni trasferitisi dall‘Inghilterra. Elisabetta I, succeduta al trono nel 1558, continuò la politica espansionistica del padre e cercò di agire persino sulla coscienza degli irlandesi. Comandò così al suo rappresentante in Irlanda di istruire la popolazione a disobbedire alla tirannia dei capitani irlandesi e ad apprezzare ―the sweets of civil order‖ 14 . In realtà la regina puntava esclusivamente all‘eliminazione dell‘aristocrazia locale. I nobili irlandesi dell‘Ulster insorsero, riuscendo a sconfiggere gli inglesi nella battaglia di Yellow Ford, del 1598. Ma i loro tentativi di rivalsa si spensero nella battaglia di Kinsale, nel 1601, dove l‘esercito inglese li sconfisse definitivamente. Elisabetta I li privò così di ogni diritto sul suolo irlandese, ma questi non accettarono la sudditanza alla corona inglese e scelsero la via dell‘esilio, che viene ricordata come la Flight of the Earls. 12 D. Poli, ―La lingua irlandese: un‘antitesi che diviene una sfida‖, in C. de Petris, M. Stella (a cura di), Continente Irlanda, Roma, Carocci, 2001, p. 71. 13 M. Filppula, The grammar of Irish-English. Language in Hibernian Style, London, Routledge, 1999, p. 5. (Traduzione mia) 14 E. Guarino, ―Il 98 per gli irlandesi e la storia d‘Irlanda‖, in C. de Petris, M. Stella (a cura di), Continente Irlanda, Roma, Carocci, 2001, p. 37.
Estratto dalla tesi: Roddy Doyle e la voce della working-class dublinese: la traduzione del linguaggio non standard in The Commitments e The Snapper