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Madri e bambini in carcere:dimensioni psicologiche dell'esperienza di co-detenzione

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Denaro Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 944 click dal 25/07/2016.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesca Denaro

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21 vista psicologico, in una situazione nuova che orienta i suoi comportamenti, la sua sensibilità, le sue tendenze e i suoi timori. Appare evidente come per una donna incinta possa diventare molto problematica una tale condizione nel momento in cui questa è detenuta in carcere. Ed è anche chiaro come l’aiuto di una famiglia, di un marito e l’appoggio di una casa nella quale costruire un proprio nido risulta totalmente assente, per cui portare avanti una gravidanza con successo, sia per la salute del bambino che della donna, diventa una impresa ardua. Nonostante l’esiguità degli studi che si sono occupati di indagare il vissuto soggettivo delle detenute che stanno per avere un figlio, alcuni sembrano esprimere chiaramente il bisogno, all’interno degli istituti penitenziari, di avviare dei programmi prenatali che siano compatibili con gli standard del sistema sanitario (Safyer & Richmond, 1995; Howard, Strobino, Sherman & Crum, 2011). Le descrizioni che seguono si basano su fonti per lo più americane. Durante la reclusione le donne vengono separate dalla famiglia e da ogni tipo di supporto sociale, perdono la loro autonomia e la possibilità di prendere decisioni. L’adattamento psicologico affrontato da tutte le donne incinte diventa difficoltoso quando queste devono anche adattarsi all’ambiente carcerario, restrittivo e fonte di stress. La scelta se continuare la gravidanza è influenzata proprio da sentimenti e sensazioni di ansia legati alla nascita e al futuro del bambino. Inoltre è importante premettere che la maggioranza delle detenute ha subito atti di violenza e abusi sessuali e fisici in precoce età; non è sposata, ha una condizione socioeconomica molto bassa e un livello minimo di istruzione. Tutto ciò espone queste donne al rischio continuo di traumi psicologici e difficoltà sociali (Safyer & Richmond, 1995).
Estratto dalla tesi: Madri e bambini in carcere:dimensioni psicologiche dell'esperienza di co-detenzione