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Le «Lettres du Voyant» di Arthur Rimbaud

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Michela Simonelli Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 559 click dal 14/07/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Michela Simonelli

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9 2. Capire Arthur Rimbaud : studi e influenze Per comprendere a fondo il pensiero di Rimbaud e le motivazioni che lo spinsero a scrivere le rivoluzionari lettere del 1871 è fondamentale conoscere le influenze e la formazione letteraria non solo del poeta stesso, ma anche dei destinatari dei due documenti. Infatti, nonostante Rimbaud fosse un accanito lettore, furono i due destinatari delle lettere in questione (soprattutto il suo ex professore, Izambard) ad indirizzarlo verso determinati movimenti poetici od opere letterarie specifiche. Infine, è fondamentale sottolineare come Arthur Rimbaud abbia subito l’influsso di diverse correnti letterarie, ma come non abbia mai fatto parte di alcuna di esse. 2.1 Le radici parnassiane Gli autori letti da Rimbaud furono senza alcun dubbio innumerevoli; questo non significa che ognuno di loro lo abbia influenzato in qualche modo. Anzi, molti di questi scrittori non vennero nemmeno apprezzati dal giovane poeta, e vennero addirittura criticati – d’altronde la «lettera del visionario» indirizzata a Paul Demeny non è altro che una lunga accusa. Rimbaud sembrava non dar peso alla reputazione di certi grandi autori, assumendosi invece il compito di svelare al resto dei lettori dove e come le loro opere presentassero difetti imperdonabili. Nonostante la giovanissima età, le idee parevano chiare e ben delineate nella sua mente; tuttavia, forse proprio a causa dei suoi anni, queste idee erano in realtà soggette a continuo mutamento. Uno dei primi amori di Rimbaud, come visto brevemente nei cenni biografici, fu la poesia parnassiana. Il termine «Parnasse» era stato utilizzato per la prima volta nel 1866, all’interno dell’antologia Le parnassien contemporain, la stessa antologia nella quale Rimbaud aveva chiesto di essere pubblicato tramite una lettera a Théodore de Banville. Questa nuova scuola poetica potrebbe essere definita come la reazione al sentimentalismo romantico: se i romantici scrivevano trasportati da un’ispirazione immediata, i parnassiani si riservavano un lungo lavoro minuzioso per ottenere una poesia, a loro avviso, perfetta. Infatti, l’arte, e quindi il linguaggio, non doveva avere un ruolo specifico, ma doveva semplicemente essere fine a sé stessa, secondo il principio de «l’art pour l’art» teorizzato da Théophile Gautier (1811 – 1872), il quale spiegò: Il n’y a de vraiment beau que ce qui ne peut servir à rien ; tout ce qui est utile est laid, car c’est l’expression de quelque besoin, et ceux de l’homme sont ignobles et dégoûtants, comme sa pauvre et infirme nature. 14 14 T. GAUTIER, Mademoiselle de Maupin, double amour, Préface, Renduel, Paris 1835.
Estratto dalla tesi: Le «Lettres du Voyant» di Arthur Rimbaud