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Fenomenologia di un uomo cancellato dalla storia: il mito di Arpad Weisz

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Matteo Ciccone Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 359 click dal 20/09/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Matteo Ciccone

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l'Ambrosiana Inter e arriveranno due onorevolissimi secondi posti, dietro a quella Juventus che nei primi anni '30 sembrava davvero imbattibile. Purtroppo per lui però, nel 1932, l'Inter cambia presidente, infatti Oreste Simonotti viene rimpiazzato da Ferdinando Pozzani. Il “Generale Po”, nome datogli dal giornalista di allora Carlin, è un vero mangia-allenatori e ne farà fuori sette in altrettanti anni. Purtroppo per Weisz, Pozzani è un presidente a cui piace mettere becco negli affari tecnico-tattici della squadra, ma la goccia che fece traboccare il vaso è stato l'affiancamento in panchina di Bassi all'allenatore magiaro nella stagione 1933/34. Alla fine di questo biennio Arpad Weisz si dimetterà per sempre da allenatore dell'Inter, nonostante il suo contratto prevedesse ancora un anno di unione tra le due parti. Così, all'inizio della stagione 1934/35, il magiaro è senza contratto, ma non è mai stato tipo che riesce a stare con le mani in mano. Accetta quindi di scendere addirittura in serie B, ad allenare il Novara, subentrando al connazionale Kuttik. La squadra lombarda ha un organico molto povero, ma Weisz, in soli sei mesi di lavoro, riesce a portarla fino ad un quarto posto che sa tanto di impresa, una di quelle a cui l'allenatore ha abituato tutte le squadre che ha allenato in passato. Il 2 ottobre dello stesso anno nasce Clara, la sua seconda figlia. Come abbiamo detto, la stagione con il Novara sembra promettere bene, con una squadra che lotta per la promozione nella massima serie, ma nel gennaio del 1935 succede qualcosa che cambierà per sempre la vita dei Weisz: il neo presidente del Bologna, Renato Dall'Ara, decide di esonerare l'allenatore Kovacs (ungherese anche lui) perché sente che la squadra non rende come dovrebbe. Per sostituirlo ha un solo nome in mente… quello di Arpad Weisz. Il magiaro sa perfettamente che l'occasione che gli si presenta davanti è una di quelle che poche volte arrivano nella vita, il Bologna è infatti una squadra che in quegli anni ha molta fame di vittorie, proprio come lui, e in cuor suo Weisz, con le sue capacità, 6
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