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Confronto fra trattamento motorio e trattamento cognitivo in pazienti con MCI e Malattia di Alzheimer di grado lieve e moderato

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Denise Borgo Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1205 click dal 20/09/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Denise Borgo

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15 Alcuni studi che hanno utilizzato soggetti con stili di vita sedentari hanno riscontrato un miglioramento nelle performance cognitive in coloro che erano stati assegnati al programma di attività fisica, in particolare di tipo aerobico. Lautenschlager e collaboratori, in uno studio del 2008 svolto su 170 pazienti con MCI, chiedono al gruppo sperimentale (GS) di realizzare a casa in autonomia un programma di allenamento di intensità moderata di almeno 150 minuti a settimana per 6 mesi, mentre il gruppo di controllo (GC) non esegue alcun tipo di attività. Al termine del trattamento rilevano che nei soggetti del GS migliorano significativamente, rispetto ai controlli, il funzionamento cognitivo globale, la memoria e la valutazione clinica della malattia valutata con la Clinical Dementia Rating Scale (CDR, Morris 1993). In quest’ultima scala, i benefici del trattamento vengono rilevati nei follow-up successivi allo studio, fino a 12 mesi di distanza. Altri studi hanno invece confrontato gruppi di soggetti sottoposti a training di attività fisica di tipo aerobico e di intensità alta o moderata con gruppi, utilizzati come controlli, che eseguivano esercizi a basso sforzo, tipicamente posturali, per l’equilibrio o stretching. Van Uffelen e collaboratori, nel 2008, riportano i risultati di uno studio condotto su 179 soggetti con MCI nel quale valutano gli effetti della diversa intensità dell’allenamento, aerobico (GS) o non aerobico (GC), e dell’assunzione di integratori vitaminici con un disegno sperimentale fattoriale 2x2. Il programma di allenamento prevedeva sessioni di 60 minuti, 2 volte a settimana per 1 anno, sia per l’esercizio di intensità moderata sia per quello meno intenso. L’analisi complessiva non rileva miglioramenti né a seguito dell’allenamento né a seguito dell’assunzione di vitamine, singoli o associati. Limitandola tuttavia ai soli soggetti del GS con frequenza di partecipazione maggiore, il training aerobico sembra migliorare le prestazioni ai test di memoria negli uomini e in quelli di memoria e attenzione nelle donne, indipendentemente dall’assunzione di vitamine. L’anno successivo, Van Uffelen e colleghi (2009) riportano i risultati di un altro studio, condotto su 152 pazienti con MCI e nel quale ripropongono la stessa frequenza e durata dell’allenamento dello studio del 2008 ma si concentrano unicamente sugli effetti del training aerobico (GS) piuttosto di quello non aerobico (GC). Al termine del programma essi rilevano piccoli ma significativi miglioramenti nella fitness aerobica e nei test di attenzione e memoria per il GS. Risulta interessante il fatto che in questo caso anche i controlli migliorino cognitivamente da un punto di vista globale e in più mostrino un livello di compliance più elevato, che gli autori propongono essere dovuto alla migliore sostenibilità dell’esercizio di intensità lieve. Nonostante l’alto numero di incontri infatti, i risultati di questa ricerca sono
Estratto dalla tesi: Confronto fra trattamento motorio e trattamento cognitivo in pazienti con MCI e Malattia di Alzheimer di grado lieve e moderato