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Lotta biologica al cinipide del castagno in Veneto: metodi di allevamento di Torymus sinensis e verifica della parassitizzazione

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Fabio Cerato Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 220 click dal 07/10/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Fabio Cerato

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11 Le uova hanno un diametro di 0.1-0.2 mm, mentre le larve sono biancastre, apode e prive di occhi, e svernano all’interno della galla (Servizio fitosanitario Regione Piemonte). La fuoriuscita delle femmine dalle galle avviene da giugno a luglio, a seconda delle temperature, e la vita media di questo insetto va da due a dieci giorni, nell’arco dei quali ogni femmina può deporre dalle tre alle cinque uova per gemma, fino a un totale di centocinquanta uova nell’arco di un ciclo vitale. Dal momento dell’ovideposizione fino alla ripresa vegetativa, la pianta non mostra evidenti sintomi di infestazione. Questi si potranno osservare solamente all’inizio della ripresa vegetativa, quando a causa dell’emissione da parte delle larve di sostanze nocive alla pianta, da essa si generano dei rossicci-verdastri accrescimenti abnormi dei tessuti meristematici in prossimità di gemme e lungo la nervatura principale delle foglie: le galle (Breisch et al., 2004). La loro dimensione può variare dai 5 ai 20mm, possono essere mono o pluriloculari, e forniscono per altri venti-trenta giorni un ambiente idoneo e nutriente allo sviluppo della larva, che sfarfallerà verso il mese di giugno bucando il tessuto vegetale. Dopo la fuoriuscita dell’insetto, le galle rimaste vuote si seccano durante l’autunno, restando visibili anche per diversi anni. Attualmente, la ricerca ha individuato trentadue cultivar di castagno resistenti o poco suscettibili all’insetto, ma solo tre di queste sono presenti in Italia: una cultivar piemontese di Castanea sativa e gli ibridi Bouche de Bétizac (Bouche Rouge x C. crenata) e Vignolis (C. crenata x C. sativa). Invece, tra le più suscettibili sono state evidenziate le varietà Marsol (euro-giapponese) e Madonnina (Piemontese) (Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Torino). Per quanto riguarda i metodi di controllo, sono stati effettuati diversi tentativi, i quali hanno dimostrato una scarsa efficacia. I tentativi di controllo del cinipide del castagno tramite prodotti chimici (pesticidi) si sono rivelati poco efficienti, poiché colpiscono solamente gli esemplari adulti e comunque, in particolar modo nel territorio italiano, i trattamenti chimici risultano costosi, in bosco sono vietati e sarebbero comunque difficilmente applicabili a causa dei terreni scoscesi (Dixon et al., 1986).
Estratto dalla tesi: Lotta biologica al cinipide del castagno in Veneto: metodi di allevamento di Torymus sinensis e verifica della parassitizzazione