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L'economia polacca: dalla transizione ''difficile'' ai percorsi di crescita nel contesto internazionale

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Giacomo Taddei Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 436 click dal 30/09/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giacomo Taddei

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17 Dmowski che voleva allearsi con la Russia, dall’altra il Partito Socialista Polacco che si preparava alla guerra a fianco dell’Impero Austro-Ungarico. Alla fine prevalse la seconda. Dopo anni di massacri e di sofferenza la guerra si concluse nel 1918 con la sconfitta di Austria e Germania. Il Governo zarista dovette combattere su due fronti: da una parte quello estero per cercare di volgere a suo favore l’esito della guerra, dall’altro quello interno, culminato con la Rivoluzione bolscevica. La Polonia approfittò di questa situazione di instabilità politica della Russia per proclamare l’indipendenza. Tra il 6 e il 7 novembre 1918 a Lublino, attuale città capoluogo dell’omonimo voivodato e situata nella parte orientale del Paese, fu istituito un Governo composto dai partiti socialista e contadino. Il 10 novembre Pilsudski arrivò a Varsavia per assumere la carica di Capo dello Stato e si organizzarono le elezioni indette in virtù di una legge elettorale democratica che garantiva pieni diritti al popolo. Anche le donne furono ammesse al voto, in anticipo rispetto ad altri Paesi europei come l’Italia, che garantì il diritto di accesso alle urne a tutti solo nel 1946 in occasione del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica. Furono introdotte in Polonia la giornata lavorativa di 8 ore e la previdenza sociale per gli operai. In questo periodo uno dei rebus da risolvere era quello di delineare con esattezza i confini di una nazione che nel corso degli ultimi secoli aveva perso una sua identità. L’insurrezione del 1919 della regione di Poznan si concluse con l’inglobamento del territorio alla Polonia. Nel Trattato di Versailles le potenze vincitrici garantirono l’annessione della Pomerania, anche se Danzica rimase autonoma. Per quanto riguarda la Prussia orientale e l’Alta Slesia si decise che le questioni dovessero essere risolte mediante un plebiscito locale. Nonostante l’esito negativo del verdetto, alcune insurrezioni nell’Alta Slesia portarono all’inclusione di una parte della regione nella Polonia.
Estratto dalla tesi: L'economia polacca: dalla transizione ''difficile'' ai percorsi di crescita nel contesto internazionale