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Omicidio in famiglia: esiti e conseguenze emotive, psicologiche e sociali sui figli sopravvissuti alla morte della madre per mano del padre

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Simona Di Bello Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1250 click dal 14/10/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Simona Di Bello

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10 Approfondendo tale concetto proposto anche dalla Conferenza della UE (2006), “ la violenza di genere è una forma di violenza che trova spazio nello squilibrio relazionale tra i sessi oltre che nel desiderio di controllo e possesso del genere maschile su quello femminile e che prevede la messa in atto di condotte che comportano sia a breve che a lungo termine danni fisici psicologici ed esistenziali”. 4 In considerazione di quanto scritto in precedenza, una ulteriore specificazione merita la definizione del termine “Femminicidio” che porta in sé il duplice aspetto della violenza di genere appena definita e di quella dell’uomo nei confronti della propria partner, attuale o ex. In realtà si fa risalire a Diana Russel nel libro “Femicide: The Politics of woman killing”nel 1992 il conio del termine per indicare l’ uccisione delle donne o bambine per motivi legati al loro genere. Nel paragrafo seguente tratteremo i dati e le statistiche ufficiali riferite agli omicidi in questione, ma è in questa fase che si deve sottolineare una ulteriore diversificazione del fenomeno che vede proprio come luogo di elezione di questa tipologia di eventi il contesto familiare, il tanto mitizzato “focolare domestico “nel quale la donna dovrebbe trovare sostegno, conforto e affetto proprio dal partner e che talvolta invece si rivela il teatro delle peggiori violenze e prevaricazioni, Anche il termine “uxoricidio” (deriv. dal latino uxor “moglie” e caedere “uccidere” ) può indicare per estensione l’ omicidio commesso da un uomo ai danni della moglie, compagna, convivente sia essa attuale o ex, con questo escludendo tutti gli altri casi di assassinii in famiglia, ad esempio tra fratelli o verso discendenti o ascendenti. La italiana ’”Accademia della Crusca” definisce in modo chiaro la differenza tra i termini “Uxoricidio” e “Femminicidio” riportando il primo a quanto specificato nell’ art. 577 ultimo comma del nostro codice penale, cioè la commissione di omicidio del “coniuge di sesso femminile” per il secondo invece “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’ identità attraverso l’ assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”(Devoto-Oli, 2009) 5 Nella accezione anglosassone al termine Domestic violence viene preferito quello di Intimate partner violence , abbreviato con l’ acronimo IPV, che sottolinea ancor di più il carattere odioso della violenza agita sul partner, intimo per eccellenza, e anzi si definisce in maniera interscambiabile “violenza interpersonale intima” con “violenza nelle relazioni intime “ intendendo con ciò comprendere ogni forma di prevaricazione o violenza all’ interno di qualsiasi tipo di coppia convivente, ex, etero o omosessuale. 4 P.Vinciguerra-E.Iacobelli, Femminicidio Minerva Ed. 2013. 5 M.Prunai Crusca: di femminicidio e uxoricidio WWW. Articolo21.Org, 2013
Estratto dalla tesi: Omicidio in famiglia: esiti e conseguenze emotive, psicologiche e sociali sui figli sopravvissuti alla morte della madre per mano del padre