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Reddito e felicità: alcuni paradossi

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Leandro Borghini Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1145 click dal 12/10/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Leandro Borghini

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7 due concetti, idonei a rilevarne i dati. Inoltre, è proprio grazie all’interazione tra i diversi ambiti (economico, sociale, ambientale) che si basa la sostenibilità del benessere. In sintesi, l’analisi della sostenibilità del benessere ha portato a ridefinire gli indicatori del benessere, con riguardo ai concetti di equità e sostenibilità. 1.3. Il paradosso del benessere La maggior parte degli economisti hanno da sempre ritenuto che dall’aumento della ricchezza derivasse un incremento del benessere e della felicità. Essi hanno utilizzato il reddito pro-capite come indice approssimativo del benessere delle persone, suggerendo la necessità di una incessante crescita in termini di PIL. Recentemente, dagli studi condotti da psicologi, economisti, sociologi, è emerso che il concetto di benessere economico differisce da quello di benessere soggettivo. Questa deduzione è riscontrabile dai dati oggettivi e soggettivi sul benessere, messi a confronto con l’indice economico principale, il PIL. Sfiducia nei confronti del PIL, la espresse nel 1968 anche Robert Kennedy: «Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Il PIL non misura nØ la nostra arguzia nØ il nostro coraggio, nØ la nostra saggezza nØ la nostra conoscenza, nØ la nostra compassione nØ la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.». Quindi, «misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.» In un saggio, Easterlin (1974), ha messo in relazione in riferimento agli USA il concetto di reddito pro-capite con l’indice di benessere soggettivo, analizzando il rapporto che intercorre tra i due indicatori, sia per le classi di reddito sia per l’andamento temporale. Il contenuto di tale studio, è stato sintetizzato mediante il concetto di “paradosso della felicità” o “paradosso di Easterlin”. Chiarirò in quel che segue il suo significato e la relazione che lega il reddito pro-capite con l’indice di benessere auto-dichiarato. Easterlin, con attinenza alla popolazione statunitense divisa per fasce di reddito, ha riscontrato, in riferimento ad un dato momento, una correlazione positiva tra reddito e felicità. Difatti, i soggetti con reddito piø elevato si sono dichiarati piø felici rispetto a quelli con un reddito piø basso. Invece, sempre in riferimento agli Stati Uniti, per quanto riguarda la serie storica dal 1946 al 1970, Easterlin
Estratto dalla tesi: Reddito e felicità: alcuni paradossi