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Hedge fund e paradisi fiscali: alla ricerca di un potenziale turismo finanziario

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Pipitone Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2123 click dal 04/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Alessandro Pipitone

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10 Tra queste tipologie di investimento, ve ne sono alcune che si prestano all’investimento da parte di un privato e altre meno. Tra quelli più “adatti” troviamo solitamente gli hedge fund e i fondi immobiliari. Gli altri invece sono strumenti a cui accedono di solito le istituzioni finanziarie, anche se negli ultimi anni hanno iniziato a proporsi agli investitori individuali. Passiamo adesso in rassegna le categorie e le caratteristiche principali degli investimenti alternativi nelle diverse fattispecie. 1.2 I fondi di private equity e venture capital Il private equity e il venture capital rappresentano un tassello fondamentale nel mondo degli investimenti alternativi. Questo tipo di asset nasce negli USA durante gli anni ’40, quando cominciarono a comparire sul mercato i primi operatori specializzati nell’investimento in capitale di rischio. Secondo molti pareri, il primo vero operatore istituzionale di private equity e venture capital nacque a Boston nel 1946: “l’American Research & Development Corporation”. Inizialmente i suoi capitali a disposizione erano rappresentati da conferimenti di privati interessati al business. Solo successivamente anche operatori istituzionali come banche, fondi pensioni e altre istituzioni cominciarono a destinare parte delle proprie dotazioni a questa tipologia d’investimento. Ma in cosa consiste effettivamente l’attività di investimento istituzionale nel capitale di rischio? Con questo termine si intende l’apporto di risorse finanziarie da parte di operatori specializzati, sotto forma di partecipazione al capitale azionario o di sottoscrizione di titolo obbligazionari convertibili in azioni, per un arco temporale medio-lungo, in aziende dotate di un progetto e di un potenziale sviluppo. La definizione dell’AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital) è la seguente: “Attività di investimento nel capitale di rischio di imprese non quotate, con l’obiettivo della valorizzazione dell’impresa oggetto dell’investimento, ai fini della sua dismissione entro un periodo di medio-lungo termine”. Sostanzialmente, un operatore di private equity e venture capital si pone come obiettivo quello di identificare sul mercato imprese prevalentemente non quotate che presentino buone prospettive in termini di crescita e opportunità di business. Lo scopo è quello di fornire loro i capitali e il know- how necessari per mettere in atto i piani strategici. Grazie a questi apporti, l’impresa è in grado di dar vita ai propri progetti e allo stesso tempo garantisce all’operatore istituzionale la realizzazione, nel medio-lungo termine, di un adeguato capital gain attraverso la cessione della partecipazione acquisita. In generale, il buon esito dell’investimento è determinato dalla capacità dell’investitore di contribuire a creare valore all’interno dell’impresa, generando così ricchezza, anche per l’intero tessuto economico e imprenditoriale del paese. Altro elemento che può influire sul tipo di risultato
Estratto dalla tesi: Hedge fund e paradisi fiscali: alla ricerca di un potenziale turismo finanziario