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L'adolescente psicotico in Istituzione. Gli atelier e la pratique a plusieurs in "Antenna G. Beolchi"

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Emanuela D'alessandro Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 187 click dal 04/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Emanuela D'alessandro

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13  Scrive Lacan che “la condizione del soggetto S (nevrosi o psicosi) dipende da ciò che si svolge nell’Altro A. Ciò che vi si svolge è articolato come un discorso (l’inconscio è il discorso dell’Altro), la cui sintassi Freud ha cercato di definire in un primo tempo nei frammenti che in mo- menti privilegiati, sogni, lapsus, tratti di spirito, ce ne giungono" 1 . Questo significa che l’atmosfera del soggetto è l’Altro 2 . Pacificare il soggetto significa di- sarticolare la sua angoscia e alleggerire il suo rigore, nel controllare il mondo. Per farlo bisogna pe- rò preliminarmente dire di sì in modo radicale alla sua enunciazione, qualunque essa sia. Inoltre è necessaria l’organizzazione spazio-temporale della giornata: nulla va lasciato al caso o alla volontà del singolo, ma tutto dev'essere prevedibile. Anche l’intervento di un Terzo, specie nei casi di situa- zioni di aggressività, può pacificare il soggetto.  Il Terzo fa da barriera rispetto all’altro e ogni atto auto o etero aggressivo è una difesa dall’Altro intrusivo. Di risposta si distanzierà, si farà da barriera rispetto a questo Altro e gli si to- glierà potere, così che il soggetto non avrà più bisogno di difendersene. Colui che verrà redarguito e minacciato di punizione non è il bambino, ma chi non si è fatto garante, cioè l’operatore.  Essere prevedibili e non capricciosi. Miller usa la nota formula: “Docili verso il soggetto e intrattabili col suo Altro persecutore” 3 . Docilità non significa affatto voler bene, provare affetto. Una posizione di questo tipo, di amore, sarebbe infatti deleteria poiché implicherebbe uno scambio, un ritorno che non si può pretendere dallo psicotico. Si è partner non nel senso di partner amoroso, ma piuttosto accompagnatori del ragazzo nelle sue costruzioni. Di Ciaccia indica agli operatori la necessità di inserimento nei “battiti” che lo psicotico pro- duce col proprio corpo e nei propri oggetti con un secondo significante, che eleverà a dignità signi- ficante le sue manipolazioni in due tempi, che diverranno metafora della sua posizione soggettiva 4 . Tutto questo è anche ben diverso da un approccio di tipo educativo, che vede l’educatore farsi por- tavoce di obiettivi e consigli, cui indirizza il giovane. Docilità, come è intesa dai fondatori dell’Antenne, significa essere regolati da una legge che per primi bisogna rispettare. Rispettando le regole gli operatori si fanno garanti di questa legge 5 . Una volta che sono state enunciate, le regole valgono innanzitutto per gli operatori, solo in un se- condo tempo, quando l’Altro verrà percepito come regolato e non capriccioso (pena l'essere redar- sua richiesta si placa. In questo caso appellarsi al terzo di internet e a un sapere al di fuori mi sgancia dal luogo dell’Altro che sa e questo è per lei tollerabile. 1 Lacan, J., Una questione preliminare a ogni possibile trattamento della psicosi, in Scritti, vol. II, Einaudi, Torino 1974, p.545. 2 Cfr. Di Ciaccia A., Le sujet et son Autre, in Le sujet et son Autre, “Preliminaire”, n.11, 1999, p.99. 3 Miller, J-A, Il sintomo psicotico. La conversazione di Roma, Roma, Astrolabio, 2000. 4 Di Ciaccia A., Una pratica al rovescio, cit., p.38. 5 Cfr. ivi, p. 48.
Estratto dalla tesi: L'adolescente psicotico in Istituzione. Gli atelier e la pratique a plusieurs  in "Antenna G. Beolchi"