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L'ACNA di Cengio nel contesto dell'industria chimica italiana (1931-1999)

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Saverio Capanna Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 939 click dal 26/10/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Saverio Capanna

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13 i risultati di una scoperta sono spesso difficilmente classificabili in termini morali. La nitroglicerina come componente fondamentale per produzione di esplosivi di uso bellico può essere senz’altro vista come un passo contro l’umanità, ma l’uso della dinamite per scopi civili o addirittura come farmaco per la cura dell’angina pectoris no. Come sempre sono le scelte politiche che possono essere etichettate come giuste o sbagliate, un bene o un male, non certo le scoperte stesse.” 26 La prima industria bellica italiana fu la Dinamite Nobel di Avigliana (TO) – che sarà acquisita poi nella Montecatini nel 1927- fondata nel 1873 con apporto di capitale francese; nel 1890 arrivò ad impiegare 700 operai. Alfred Nobel, invento aveva stretti legami con l’Italia, non solo perchØ visse l’ultimo periodo della sua vita a Sanremo, ma anche perchØ vi era un rapporto di collaborazione scientifica con Ascanio Sobrero, che era stato assunto alle dipendenze del dinamitificio italiano 27 . Lo scienziato svedese, inoltre, offrì al governo italiano il brevetto della balistite, esplosivo composto da nitroglicerina e nitrocellulosa, rifiutato da quello francese. Tra il 1893 e il 1896, venne impiantato presso Fontana Liri il complesso industriale statale utilizzando il brevetto apportato da Nobel. Tale stabilimento, arriverà ad impiegare 8000 addetti durante il primo conflitto mondiale. E’ conservato tutt’oggi il documento del comune di Cengio 28 , datato 26 marzo 1882 e firmato dal sindaco Antonio Garello, il quale, visto il pareredella giunta comunale, esprime parere favorevole affinchØ il prefetto di Genova possa autorizzare il signor Giuseppe Passano di Torino a impiantare una “Fabbrica di dinamite” in località Ponzano. L’impianto risulterà avviato un paio di anni dopo, tuttavia la proprietà sarà francese, della SociØtØ Continentale GlycØrines et Dynamites 29 che conferirà un capitale di 550000 lire, il consiglio di amministrazione sarà composto, oltre che da quattro francesi, da Giuseppe Tardy, industriale di origine savoiarda, proprietario di uno stabilimento metallurgico a Savona,e dal banchiere Angelo Ponzone.Nel 1906 la fabbrica di Cengio sarà rilevata dalla SIPE ( Società Italiana Prodotti Esplodenti)- che già possedeva due polverifici, uno a Forte dei Marmi ed un altro a Spilamberto (Mo) 30 -e che continuò l’attività precedente. In essa 26 Giovanni Boaga in http://giovanniboaga.blogspot.it/2011/04/ascanio-sobrero.html 27 Giovanni Boaga in http://giovanniboaga.blogspot.it/2011/04/ascanio-sobrero.html 28 Una copia del documento è riprodotto nel libro “La chimica a Cengio. Storie di battaglie e conflitti dentro e fuori i cancelli” di Andrea Dotta, 1997, Savona 29 A. Zanini, op.cit pag. 28, vi è una controversia sull’attribuzione dell’ intestazione della prima proprietà nello stabilimento si veda l’appendice in ibidem, pag.34 che spiega che l’ipotesi prevalente,poichØpiø documentata, è quella riportata nell’opera pocanzi citata 30 sui tipi delle produzioni degli stabilimenti SIPE si consulti http://www.museoitinerantecaccia.org/index.php?tipo=ax4&title=Lattine%20da%20polvere%20da%20sparo&testo=&p ag=3&pid=1
Estratto dalla tesi: L'ACNA di Cengio nel contesto dell'industria chimica italiana (1931-1999)