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La Poesia di Libero De Libero

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudia Di Natale Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 150 click dal 04/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Claudia Di Natale

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12 borse slabbrate e gli occhi cupidi e gelosi. Allora il danaro viene buttato a cuor contento: le donne discinte sollevano i canestri e girano maestose come statue, cantilenando un vecchio motivo sino a che il mercato si fa deserto: la piazza è un campo ove si è combattuta una battaglia agreste e vittoriosa per tutti. Si chiudono le porte sordamente e il sole finalmente si mette a passeggiare bucherellando le finestre e gli angoli. I vecchi, piegati nei mantelli e accovacciati in fila sulle scale della cattedrale, paiono briganti disusati e a riposo, che si raccontino bei romanzi vissuti: poi si addormentano uno per uno e russano in coro. Qualcuno insonne schiaccia pulci e guarda l’angelo brutto che nella bassa fontana lotta col serpente. È l’ora della cucina al mio paese che si avvolge d’un profumo caldo e lento: nelle banche si rammendano gli chèques, negli uffici si sfogliano i registri come libri di fate illeggibili e alle finestre si incravattano i signorini di famiglia che vivono in provincia a dispetto della città, facendosi un piacere l’uno all’altro. La vedova del generale, velata di nocciola, ha visitato le sette chiese e si chiude in casa per inventare cappelli da distribuire alle signore del paese. Le donne scalze scivolano nelle fontane attingendo acqua negli otri che si gonfiano e fanno la processione nelle case che sboccano di grida, di consigli e di richiami. I ragazzi, usciti dalla scuola, già stracciano libri e quaderni, buttano gli abiti via e fanno la sassaiola guidati dai giovani maestri che si allenano alle battaglie impossibili. Poi gli orologi si mettono a suonare tutti insieme, e Brancona, la serva di tutti s’è sdraiata sulle immondizie e affonda il viso in un canestro di maccheroni, mangiando a larghe boccate, ad occhi chiusi, facendosi forza colle
Estratto dalla tesi: La Poesia di Libero De Libero