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Consumo dell’olio di palma e relazione con il rischio di malattie cardiovascolari - Studio di Meta-analisi su trial clinici di intervento dietetico

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Matteo Franchin Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2590 click dal 16/11/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Matteo Franchin

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9 1.4. Olio di Palma: quanto se ne assume. Non sono disponibili dati scientificamente validi sull’assunzione dell’olio di palma attraverso la dieta nella popolazione italiana. Il suo impiego è spesso associato a quello di altri ingredienti, sia grassi di origine animale che di origine vegetale, apportatori anch’essi di grassi saturi. L’Istituto Superiore di Sanità, nel rapporto presentato il 19 febbraio 2016 alla Direzione Generale Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Ministero della Salute, scrive: “ La diversificazione delle produzioni alimentari interessate dall’uso dell’olio di palma non consente una stima quantitativa accurata dell’assunzione di tale ingrediente, non essendo disponibili dati analitici di carattere quantitativo desumibili dall’etichettatura.” Infatti, le norme sull’etichettatura prevedono l’indicazione generica degli ingredienti, ma non la loro indicazione puntuale. Dalle analisi svolte dall’ISS si ricava che nei bambini tra 3-10 anni l’assunzione media giornaliera di acidi grassi saturi risulta essere di 27,88 g di cui 7,72 g derivati dal consumo di olio di palma, negli adulti tra i 18-64 anni risulta essere di 27,21 g, di cui 4,77 g derivanti dal consumo di olio di palma (dati Scenario B, documento I.S.S.). Complessivamente emerge che il consumo totale di acidi grassi saturi nella popolazione adulta italiana, pari all’11,2%, è di poco superiore all’obiettivo suggerito per la prevenzione (inferiore al 10% delle calorie totali giornaliere). Al contrario il consumo complessivo dei grassi saturi nei bambini tra i 3 e i 10 anni risulta superiore, se riferito all’obiettivo fisso del 10%. Queste analisi tuttavia presentano dei limiti:  Sono basate sui dati raccolti dall’INRAN nel 2006, ma non ponderati in base alla frequenza d’uso dei singoli prodotti nelle diverse categorie merceologiche;  Sono basate sulla composizione nutrizionale media di 2500 prodotti trasformati presenti sul mercato al dicembre 2015;  Sebbene aggiornati, risentono maggiormente di una sovrastima dell’esposizione, dovuta alla mancata ponderazione dei consumi e all’uso di dati di composizione
Estratto dalla tesi: Consumo dell’olio di palma e relazione con il rischio di malattie cardiovascolari - Studio di Meta-analisi su trial clinici di intervento dietetico