Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'Italia e il Putsch di Vienna - Luglio 1933/luglio 1934

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Cerutti Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 215 click dal 16/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Davide Cerutti

Mostra/Nascondi contenuto.
perentorio nel giudizio su Dollfuss, affermando “se ne deve andare presto o tardi perché è contrario ad ogni logica che si mantenga al potere” 1 . Già allora l'interezza dei quadri di comando nazisti era concorde sull'opportunità di una caduta del regime guidato dal Cancelliere austriaco. Per quanto concerneva la gestione del periodo seguente al suo rovesciamento, Goering garantì a Cerruti che i tedeschi si sarebbero mantenuti neutrali, ed, anzi, avrebbero frenato le intemperanze dei nazionalsocialisti austriaci. Il punto su cui i due diplomatici si trovarono in disaccordo furono le previsioni sul destino austriaco: in Germania ritenevano che la sorte del governo Dollfuss sarebbe stata quella di essere rovesciato dai nazionalsocialisti, la cui ascesa al potere era vista come ineluttabile. Le aspettative e gli intendimenti italiani erano chiaramente opposti. Le divergenze nei rispettivi propositi in merito alla questione austriaca si vennero sempre più palesando con il passare delle settimane: in una nota del 29 luglio, inviata da Mussolini a Cerruti, il “duce” spiega come, qualora il governo britannico avesse deciso di dare seguito alle minacce di azioni collettive fatte pervenire a Berlino nei giorni precedenti a fronte delle gravi ingerenze tedesche nella politica interna austriaca, l'Italia avrebbe difficilmente potuto negare l'adesione alle posizione di Londra 2 . Seppur ammorbidita dalla prudenza tipica del linguaggio diplomatico, la presa di posizione italiana appare evidente: lungi dall'essere la prova di un possibile fronte anglo-italiano sulla questione, questo messaggio resta comunque una pesante conferma della grande distanza che in quel periodo vi era tra i due totalitarismi. Sottotraccia, i colloqui tra i due regimi per arrivare a una soluzione del conflitto austro-tedesco proseguivano ininterrottamente, ma senza esito: il 3 agosto è Cerruti ad informare Mussolini che Hitler, per bocca di von Papen, non riteneva che il Reich dovesse fornire altre assicurazioni sull'indipendenza austriaca rispetto alle 1 Ministero degli Affari Esteri, “Documenti Diplomatici Italiani (DDI) -16 luglio1933-17 marzo 1934”, serie 7, vol. 14, doc. 2, 1989 2 Ivi, doc. 34 11
Estratto dalla tesi: L'Italia e il Putsch di Vienna - Luglio 1933/luglio 1934