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Le armi dei gladiatori

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Venditti Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 149 click dal 16/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Laura Venditti

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9 rappresentazione dell’ Hecyra 18 di Terenzio. L’autore stesso racconta, nel prologo della terza rappresentazione dell’ Hecyra, che gli spettatori, seduti a teatro per assistere alla sua opera, dopo aver saputo che stavano per avere inizio dei combattimenti di gladiatori, probabilmente nel corso dei ludi funebri per Lucio Emilio Paolo, abbandonarono in massa il teatro per recarsi al munus. L’epigrafia conferma questo originario carattere degli spettacoli gladiatori, tant’è vero che solo a partire dalla tarda Repubblica vennero definiti munera gladiatoria le prestazioni dovute al pubblico, distinte, per questo, dai ludi veri e propri, mentre fino ad allora veniva usata, per questi spettacoli, l’espressione gladiatores dare. Già durante l’impero di Augusto, i munera gladiatoria raggiunsero il loro massimo splendore, dal momento che rientravano negli atti di evergetismo del principe nei confronti del popolo. Infatti, durante l’età imperiale, a partire dal I secolo d.C., il massimo editor di spettacoli era il princeps. Nel 22 a.C. fu promulgato un provvedimento teso a limitare le esibizioni gladiatorie, per le quali sarebbe stata necessaria, da allora in avanti, l’autorizzazione del Senato. Dal I secolo a.C., infatti, non si hanno più notizie di spettacoli promossi da privati, se non da parte di giovani questori, autorizzati, anzi costretti, a partire dall’impero di Claudio, e definitivamente da quello di Domiziano, ad elargire annualmente munera. Non vi è dubbio però chel’editor per eccellenza rimaneva sempre e solo l’imperatore. Il fenomeno gladiatorio si diffuse a partire dal II secolo a.C. in tutta Italia e nelle province; si trasformò anche profondamente, laicizzandosi, cioè distaccandosi dalla sfera religiosa e funeraria nella quale aveva avuto origine, e i suoi protagonisti si specializzarono. Fuori da Roma, infatti, era compito dei magistrati locali elargire munera; infatti tali personaggi politici erano obbligati dagli statuti cittadini a spendere una certa somma di denaro, proporzionata alla grandezza della città, in costruzione di opere pubbliche e nell’annuale organizzazione degli spettacoli gladiatori. Nel corso del II secolo d.C. i costi degli spettacoli crebbero enormemente, divenendo quasi insostenibili. Causa di questo era la durata degli spettacoli, che per venire incontro alle aspettative del pubblico, venivano protratti per più giorni. Ciò portò, infatti, gli editores e gli imperatori stessi a contrarre, con i lanisti, i proprietari delle compagnie di gladiatori, debiti per svariati milioni di sesterzi. Per porre un freno a questa situazione, fu emanata la Lex Italicensis 19 da parte, degli imperatori Marco Aurelio e Commodo, volta a limitare le spese degli spettacoli, ponendo un freno al lievitare dei prezzi dei gladiatori. E’ questo uno dei più famosi e dei numerosi provvedimenti via via assunti, cominciando dalla tarda età repubblicana fino alla fine del IV secolo d.C., in materia gladiatoria. Quanto alla modalità di svolgimento dei giochi, disponiamo di una serie di fonti che provengono, oltre che da numerosi passi degli autori antichi, da raffigurazioni a rilievo, mosaici, dipinti, che decoravano le case e le tombe dei magistrati municipali, erano 18 Vd Paolucci 2006, p. 15. 19 Gregori 2001. p. 19.
Estratto dalla tesi: Le armi dei gladiatori