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Visual Storytelling nello sport: Euro 2016 e Rio 2016 come casi di studio per aumentare la narrazione di un evento sportivo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Digital Humanities - Comunicazione e Nuovi Media

Autore: Filippo Lazzarini Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1050 click dal 05/12/2016.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Filippo Lazzarini

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24 tecnologia praticamente già morta 1 . La ripresa in tre dimensioni nello sport, non offriva un differente punto di vista, come la Spidercam, ma permetteva di avere una visione della partita basata non solo su larghezza e altezza ma anche sulla profondità. Non si producono programmi in 3D, nessuno vuole il 3D. È una tecnologia che complica solo le cose e che non risponde ad alcun bisogno del consumatore. 2 I pochi programmi sportivi prodotti in 3D erano marchiati Sky Italia, che per un paio di stagioni ha offerto ai propri abbonati la possibilità di vedere i big match di Serie A in modo tridimensionale. In Gran Bretagna, Sky UK ha recentemente chiuso il canale dedicato al 3D, mentre in Italia resiste ma offre sempre meno contenuti sportivi preferendo i film d’animazione e qualche documentario. L’ultimo grande evento sportivo ripreso in 3D è stato London 2012, i Giochi Olimpici di quattro anni fa. In ogni caso, le ricerche e gli studi compiuti sulla ripresa stereoscopica tridimensionale non sono stati dimenticati ma hanno integrato i sistemi di visualizzazione di ambienti virtuali a 360°. Tutte le riprese, speciali e non, prodotte da una camera, sono basate su una scelta: l’inquadratura. Scegliere cosa inquadrare, cosa includere nello schermo e cosa, di conseguenza, lasciare fuori cornice, è una scelta fondamentale per un regista. Oggi ci sono sistemi che possono evitare di compiere questa scelta. Grazie alle tecnologie di ripresa con un angolo di 360°, è possibile, infatti, effettuare una ripresa video senza il bisogno di scegliere l’inquadratura. L’unica cosa da scegliere è dove posizionare la camera. Il video sferico a 360°, chiamato anche immersivo, viene registrato tramite speciali telecamere che riprendono nello stesso momento in tutte le direzioni. Lo spettatore di un video a 360° può scegliere in quale direzione guardare, personalizzando quindi l’esperienza 1 http://www.wired.it/play/televisione/2016/03/25/bye-bye-3d/ 2 Danny Tack, responsabile Philips (https://vimeo.com/155845308)
Estratto dalla tesi: Visual Storytelling nello sport: Euro 2016 e Rio 2016 come casi di studio per aumentare la narrazione di un evento sportivo