Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Oltre il PIL: Valutazione del benessere attraverso indicatori di tipo quantitativo

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Andrea Lastella Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 434 click dal 30/11/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Andrea Lastella

Mostra/Nascondi contenuto.
9 Metodo della spesa Metodo del reddito Componenti del PIL Redditi o costi come fonti del PIL Consumo (C) Salari + Investimento interno privato lordo (I.) + Interessi, rendite e altri proventi da capitale + Spesa pubblica (G) + Imposte indirette + Esportazioni nette (X) + Ammortamenti + Profitti = PIL = PIL Il metodo della produzione si basa sulla somma del valore aggiunto dalla produzione di beni e servizi in relazione al suo valore iniziale, che quel bene aveva prima di esser lavorato. Una qualsiasi materia prima, nel momento in cui viene lavorata e resa disponibile al consumatore, subisce un incremento di valore (anche detto valore aggiunto). Per ogni impresa è calcolata quindi la differenza tra il valore della merce prodotta e le spese sostenute per l’acquisto dei beni intermedi, quali materia prima e costo dell’energia. In altri termini, nel calcolo del PIL sono inclusi tutti i costi relativi ai fattori di produzione che non comportano pagamenti ad altre imprese, mentre sono esclusi i costi relativi ad acquisti di beni o servizi da altre imprese. I costi sostenuti sotto forma di salari, stipendi, rendite, interessi e dividendi rientrano quindi nel valore aggiunto, mentre sono esclusi gli acquisti dei beni intermedi, onde evitare il problema del doppio conteggio. Tutto ciò che verrà acquistato da altre imprese sarà escluso dal valore aggiunto per l’ottenimento del PIL, in quanto di esso se ne terrà opportunamente conto nel momento in cui si calcolerà il valore aggiunto delle altre imprese da cui sono stati acquistati i beni intermedi. Il PIL ha quindi la capacità di calcolare e darci la misura di un sistema economico fornendoci dati concreti per analizzarne le prestazioni economiche. È necessario però tenere ben presente cosa il PIL prende in considerazione nel suo conteggio e cosa esclude. Abbiamo detto che i beni capitali vanno conteggiati giacché sono una forma d’investimento; anche gli immobili sono considerati una spesa affine a quella per i prodotti finali, allo stesso modo della variazione delle scorte, considerati un investimento per le vendite future. Al contrario, non sono conteggiati i precedentemente citati beni e servizi intermedi, i quali esauriscono la loro funzione nel singolo ciclo produttivo. Infine, le attività finanziarie (azioni e obbligazioni) non sono incluse, poiché non rappresentano né la vendita né la produzione di un bene finale. Volendo utilizzare questo indice per effettuare confronti a livello temporale occorre stare attenti alla composizione delle stime: una parte dell’aumento del PIL può, infatti, essere legata all’aumento dei Fig. 2.2 : Confronto tra metodo della spesa e del reddito(fonte: Samuelson, 2009)
Estratto dalla tesi: Oltre il PIL: Valutazione del benessere attraverso indicatori di tipo quantitativo