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L’influenza sociale: verso una rivisitazione delle principali teorie di riferimento

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Valentina Nicolosi Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 508 click dal 05/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Valentina Nicolosi

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10 2. Le norme sociali: cosa sono e come nascono Le norme sociali sono regole che possono assumere caratteristiche e qualità diverse a seconda del contesto in cui nascono e in cui vengono usate. Esse possono essere formali (ad esempio leggi e sanzioni) o informali (come possono essere le norme che regolano i rapporti all’interno di un gruppo di amici), e sono più o meno rigide. In tutti i casi, comunque, le norme impongono un insieme di valori che risultano dominanti nella società a cui appartengono. Le norme sociali uniformano e rendono prevedibile il comportamento degli individui permettendo così il mantenimento di un mondo stabile e comprensibile. Esse rappresentano degli imperativi, la cui trasgressione comporta sanzioni che a loro volta possono essere più o meno esplicite (Cialdini e Trost, 1998; Hogg e Vaughan, 2012) Le norme sociali, oltre che a permettere di prevedere i comportamenti altrui, sono usate dagli individui per ridurre l’incertezza in situazioni complesse. Per meglio capire questo punto bisogna far riferimento a un esperimento di Sherif (1935). Egli effettuò uno studio sull’effetto autocinetico per verificare la sua ipotesi: egli riteneva che le norme sociali guidassero il comportamento umano soprattutto quando la situazione è ambigua, e per questo utilizzò un’illusione percettiva per testare i comportamenti degli individui di fronte ad una situazione incerta in cui essi dovevano prendere delle decisioni. L’esperimento consisteva nel presentare ai partecipanti un punto luminoso fermo in un contesto completamente buio. A causa dei movimenti oculari che si realizzano in assenza di punti di riferimento, emerge un effetto ottico chiamato effetto autocinetico, per cui i partecipanti hanno l’impressione che il punto si muova. Ai partecipanti, ignari che la percezione del movimento del punto fosse dovuta ad un’illusione percettiva, veniva chiesto di stimare in centimetri di quanto si muovesse. Le valutazioni venivano fatte in quattro sessioni, ognuna composta da 100 prove. L’esperimento venne articolato in due condizioni
Estratto dalla tesi: L’influenza sociale: verso una rivisitazione delle principali teorie di riferimento