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Il concetto di trauma nella psicologia clinica: analisi critica della letteratura

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Paola Armenti Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3689 click dal 05/12/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Paola Armenti

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13 1.2 Il superamento della visione organicista 1.3.1 JEAN MARIA CHARCOT Abbandonata così la visione organicista riguardo al trauma e apertosi invece un nuovo campo di ricerca che aveva come oggetto i complessi rapporti esistenti tra il somatico, quindi i fenomeni corporei, e lo psichico, trova spazio e si fa strada anche una nuova tecnica: quella delle tecniche ipnotiche. Solo l’Accademia delle scienze francese, la Scuola di Salpetriere, riconobbe apertamente la legittimità di tali tecniche con il contributo del direttore di questa scuola: Jean Maria Charcot. Egli, in seguito a vari e ripetuti studi clinici compiuti, riuscì a dimostrare in maniera incontrovertibile l’oggettività degli stati ipnotici, fino ad allora considerati frutto di simulazione. La pratica ipnotica si poneva in contrasto con la medicina tradizionalista, poiché negava l’origine organica, cioè fisica, materiale, di talune malattie mentali. Charcot, inoltre, ha incrementato l’idea di Strumpbell riguardo l’idea patogena; egli, nella sua attività clinica, si occupava di numerosi casi di incidenti ferroviari, i quali provocavano nelle vittime delle paralisi, ma Charcot notò che tali paralisi potevano verificarsi anche in assenza di un trauma organico e avanzò l’ipotesi che esse fossero causate invece da uno shock psichico. Lo “choc nerveux”, prodotto dal trauma, era una condizione simile a quella che si verificava nell’ipnosi, che Charcot definì autosuggestione istero –traumatica. Charcot, dunque, affermò che i sintomi dovuti da uno shock, non si sviluppano in conseguenza ad un trauma organico, ma a causa dell’idea patogena che il soggetto sviluppa intorno al trauma. Egli dimostrò tale ipotesi suggestionando, in stato di ipnosi, soggetti con paralisi “artificiali”, i quali, regredendo, confermavano che le suddette paralisi istero – traumatiche fossero dovute da uno shock prettamente psichico. Inizialmente le teorizzazioni di Charcot furono sostenute da Sigmund Freud, il quale, però, pian piano se ne distaccò, concentrandosi su un’argomentazione centrata principalmente sull’aspetto economico del trauma, come vedremo nello specifico nel paragrafo dedicato alla concezione freudiana.
Estratto dalla tesi: Il concetto di trauma nella psicologia clinica: analisi critica  della letteratura