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Devianza Minorile e Contesto Familiare: un approfondimento sulla situazione in Toscana

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Batacchioli Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 508 click dal 23/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesca Batacchioli

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11 DPR 448/88) (5) ; per la prima volta anche le famiglie d’origine assumono un ruolo attivo nelle vicende giudiziarie dei loro figli, al fine di coadiuvare un’efficace processo educativo e responsabilizzante. Agli operatori dei Servizi sono affidati compiti che vanno dall’ acquisizione di elementi conoscitivi sul minore ed il ambiente suo di sociale, all’affiancamento del giudice nei processi decisionali e progettuali relativi al minore imputato, fino a mansioni di assistenza al minore qualora vengano disposte misure restrittive della libertà personale (6) . Il minore imputato viene reso protagonista attivo nel dialogo e nei percorsi delle proprie vicende giudiziarie ma, allo stesso tempo egli resta “oggetto” di un rapporto tra tecnici del diritto e delle scienze sociali. I propositi teorici di un’azione sinergica tra giuristi e operatori sociali è purtroppo, sotto alcuni aspetti, ancora carente all’atto pratico e la situazione presenta una confusione di ruoli certamente non proficua per il nostro “protagonista”. Evitando eccessive semplificazioni, possiamo comunque annoverare tra le principali cause di questa situazione, una reciproca difficoltà di comunicazione, dovuta alle differenze di linguaggio tra le (5) Art. 9 DPR 448/88 “Accertamenti sulla personalità del minorenne”. Comma 1: Il pubblico ministero e il giudice acquisiscono elementi circa le condizioni e le risorse personali, familiari, sociali e ambientali del minorenne al fine di accertarne l’imputabilità e il grado di responsabilità, valutare la rilevanza sociale del fatto nonché disporre le adeguate misure penali e adottare gli eventuali provvedimenti civili. Comma 2: agli stessi fini il pubblico ministero e il giudice possono sempre assumere informazioni da persone che abbiano avuto rapporti con il minorenne e sentire il parere di esperti, anche senza alcuna formalità. (6) Le misure restrittive introdotte dal DPR 448/88 possono essere così riassunte: prescrizioni (art 20), permanenza in casa (art. 21), collocamento in comunità (art. 22), custodia cautelare (art 23).
Estratto dalla tesi: Devianza Minorile e Contesto Familiare: un approfondimento sulla situazione in Toscana