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Marine Strategy: Descrittore 10 - Rifiuti Marini. Quantificazione di microplastiche nella specie sentinella Mullus barbatus

Estratto della Tesi di Manuela Piccardo

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10 negativi legati all’ingestione di palline di 10 mm di diametro che bloccarono parzialmente la valvola pilorica di alcune specie di uccelli. Fenomeni simili di ingestione da parte dei volatili si registrarono in altre parti del mondo come l’Alaska nel 1962 (Rthstein, 1973) o in Nuova Zelanda sempre negli anni 60 (Harper e Fowler, 1987). Nel 1964, nel Mare di Bering, furono ritrovate numerose foche (Callorhinus ursinus) incagliate in oggetti di plastica, fenomeno che, col passare degli anni, portò al decremento significativo della popolazione (Fowler, 1987). Nel 1972 la marine litter raggiunse per la prima volta una eco globale quando sulla nota rivista scientifica Science, Carpenter e Smith pubblicarono uno studio sulla presenza di pellets e frammenti di plastica in tutti gli 11 campioni d’acqua prelevati per mezzo di reti nelle acque del Mar dei Sargassi nel 1971. Gli studiosi notarono come i frammenti di plastica fungessero da substrato per l’attacco di organismi epibionti, quali idrozoi e diatomee, e ipotizzarono inoltre il rilascio di composti tossici come i PCB nella catena alimentare. Nel loro secondo studio, sempre nel 1972, riportarono alte densità di pellets in polistirene nelle acque costiere a sud del New England. Il PS ha una densità maggiore di quella dell’acqua di mare ma, se riempito d’aria, può galleggiare e disperdersi con più facilità, trasportando con se batteri composti tossici adsorbiti. Carpenter e Smith richiamarono l’attenzione dela comunità scientifica sui tre principali impatti della ML: il blocco intestinale dovuto all’ingestione, il rilascio di composti tossici e il trasporto di organismi epibionti. Scott nel 1972 studiò la ML rinvenuta in alcune spiagge inaccessibili della Scozia deducendo che l’origine fosse legata alle attività della pesca e del trasporto marittimo. Negli anni a seguire furono eseguiti i primi studi sulla dinamica dei rifiuti spiaggiati sulle coste del Kent, UK, (Dixon e Cooke, 1977) dai quali si potè notare come alcune bottiglie appositamente marcate avevano viaggiato per più di 100 km in una settimana ed altre avevano raggiunto le coste della Germania e della Danimarca. Gli anni 70 furono un decennio di grande produzione scientifica sulla marine litter tanto che si studiò per la prima volta la sua presenza sul fondale marino (Holmström, 1975). Da questo studio si comprese come il polietilene a bassa densità di cui erano costituiti i campioni rinvenuti a profondità comprese tra i 180 e 400 metri potesse depositarsi sul fondo nonostante la minor densità rispetto all’acqua di mare. Le plastiche, infatti, si presentavano completamente ricoperte di alghe calcaree e briozoi suggerendo che la ML dovesse aver viaggiato per mesi nella colonna d’acqua a pochi metri di profondità, in quanto gli organismi incrostanti rinvenuti vivono ad una
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Marine Strategy: Descrittore 10 - Rifiuti Marini. Quantificazione di microplastiche nella specie sentinella Mullus barbatus

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Piccardo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi del Salento
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Ambientali
  Relatore: Antonio Terlizzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

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Parole chiave

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microplastiche
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specie bentoniche
effetti sull'uomo
marine litter

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