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Sviluppo di Sensori Passivi di Campo Elettrico Indossabili per Radiofrequenze

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Fabio Simoncini Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 287 click dal 17/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Fabio Simoncini

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13 1.3 Inquinamento Elettromagnetico La capillare diffusione di impianti di telecomunicazioni sul territorio, l’intensificazione della rete di trasmissione elettrica nonché la diffusa urbanizzazione, hanno contribuito negli anni a destare l’interesse della popolazione riguardo i possibili effetti sanitari derivanti dalle sorgenti di campi elettromagnetici artificiali, che alterano il naturale e pre-esistente campo elettromagnetico della terra (inquinamento elettromagnetico). Le stazioni radio base descritte precedentemente, per esempio, in termini di inquinamento elettromagnetico non preoccupano molto date le loro ridotte potenze di trasmissione, quello che preoccupa è il libero mercato delle telecomunicazioni, la cosiddetta libertà di antenna che spinge i vari gestori telefonici ad installare le varie stazioni in maniera così capillare sul territorio rendendo i valori di campo elettrico spesso al limite dalle norme previste in materia di compatibilità elettromagnetica. Nel1996 la Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS (in inglese World Health Organization, WHO) avvia il Progetto Internazionale Campi Elettromagnetici (CEM) col fine di analizzare i problemi sanitari associati all’esposizione di tali campi; partecipano la Comunità Europea, l’ Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP) e molte altre istituzioni scientifiche di tutto il mondo [1.6]. Le ricerche hanno rilevato effetti a breve e a lungo termine, ma, mentre per i primi esiste un ampio consenso scientifico che ha permesso anche ai governi nazionali di adottarsi di un quadro normativo di riferimento, per gli effetti a lungo termine la comunità scientifica ad oggi non riesce ad esprimere un univoco parere, alimentando così una senso di confusione ed incertezza da cui i cittadini possono solo difendersi con principi di prevenzione e precauzione. 1.3.1 Effetti a breve termine Gli unici meccanismi di interazione dei campi elettromagnetici con i tessuti biologici, di breve durata e scientificamente accertati, si traducono negli effetti di: - induzione di correnti elettriche nel corpo, dovute a campi fino circa 10 MHz, - assorbimento di energia elettromagnetica con rialzo termico, per campi superiori a 10 MHz. Tali effetti vengono definiti acuti o a soglia, in quanto si manifestano al di sopra di una determinata soglia di induzione, per la quale esiste un ampio consenso scientifico, espressa in termini di grandezza fisica dosimetrica, che permette in seconda battuta di definire adeguati valori limite preventivi di esposizione. L’accoppiamento con il corpo umano dei campi elettrici e magnetici a bassa frequenza (ELF) e fino a 10 MHz, da luogo a campi e correnti elettriche che circolano nei tessuti, che se di intensità superiori ai naturali processi chimici che avvengono nel corpo possono provocare stimolazioni nervose, contrazioni muscolari, presenza di fosfeni sulla retina (leggeri lampi luminosi percepiti alla periferia del campo visivo), ed in casi più gravi anomalie respiratorie [1.7]. Per le correnti indotte, la grandezza dosimetrica prevista corrisponde al campo elettrico interno E i espresso in Volt/metro, ed il valore di soglia misurato varia con la frequenza e l’effetto accertato; i limiti ricavati evitano che le correnti indotte possano interferire con i normali meccanismi fisiologici. Salendo in frequenza, ai campi a radiofrequenze e microonde, l’interazione con gli organismi viventi avviene per assorbimento di energia; tale
Estratto dalla tesi: Sviluppo di Sensori Passivi di Campo Elettrico Indossabili per Radiofrequenze