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La lezione di Adriano Olivetti: il welfare aziendale e la partecipazione nelle imprese Workers' Buy Out

Estratto della Tesi di Anita Cezza

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6 Dopo la morte di Olivetti, avvenuta nel 1960, la grande svolta: nacque il Programma 101, calcolatore elettronico, antenato degli attuali computer. Il successo fu planetario, l’intuizione del team capitanato da Pier Giorgio Perotto fu geniale: un calcolatore di largo consumo, per uso quotidiano, da utilizzare a casa. Iniziò in questo modo la conversione dalla meccanica all’elettronica, già favorita dalla joint venture con General Electric. I successi portarono la Olivetti ad espandersi continuamente e a raggiungere nel 1970 quota 73.283 dipendenti, di cui 34.687 in Italia e il resto nelle 17 consociate estere, con 10 stabilimenti in giro per il mondo (tra cui Argentina, Brasile e Stati Uniti d’America), 11 nella penisola e una serie di Centri di ricerca (come quello di Cupertino, in California) 3 . Già dalla metà degli anni sessanta il capitale azionario si era aperto a nuovi investitori, il ricorso alle banche era aumentato e il ruolo della famiglia Olivetti era stato ridimensionato. Si trattava di un passo che Camillo non avrebbe mai accettato, come racconta lo stesso Adriano: “Mio padre […] disprezzava la struttura capitalistica, il sistema bancario, la finanza, la borsa, i titoli. Mio padre era dominato dall’idea dell’indipendenza, del non dover niente a nessuno […]. Perciò procedeva con estrema cautela e prudenza, adeguando lo sviluppo dell’azienda alle proprie risorse finanziarie e alla personale attività organizzativa” (Olivetti, 2014, p. 15). Nel 1978 arrivò l’ingegner Carlo De Benedetti, che procedette a vari aumenti di capitale e che si concentrò sul business dei personal computer aggiungendovi quello delle fotocopiatrici e delle telecomunicazioni 4 . Negli anni ottanta vennero lanciati due pc che registrarono performance di vendita positive, l’M20 e l’M24, nel tentativo di rincorrere Ibm. Da un lato un management troppo orientato agli obiettivi di breve periodo e focalizzato ad ingraziarsi l’ingegnere, dall’altro la frammentazione in Indipendent Business Units che mancavano di un atteggiamento collaborativo, contribuirono a minare il clima aziendale e non diedero seguito al successo del Pc M24 (Novara, 2004). Dagli anni novanta in poi gli sforzi si concentrarono nel mercato delle telecomunicazioni, fino alla scalata e alla fusione con Telecom avvenuta nel 2003. Per continuare ad operare in quello delle fotocopiatrici e in quello dei personal computer nacque Olivetti Tecnost che nel 2009 iniziò a lanciare notebook e netbook. 3 Associazione Archivio Storico Olivetti, Cronologia Olivetti. Disponibile su: http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=611 [Data di accesso: 25/6/2016] 4 Associazione Archivio Storico Olivetti, Cronologia Olivetti. Disponibile su: http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=612 [Data di accesso 25/06/2016]
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La lezione di Adriano Olivetti: il welfare aziendale e la partecipazione nelle imprese Workers' Buy Out

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Informazioni tesi

  Autore: Anita Cezza
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Martina Gianecchini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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