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Educazione e metodo nel nido Montessori

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Roberta Rossi Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 722 click dal 09/03/2017.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Roberta Rossi

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Capitolo 1 La vita di Maria Montessori 9 1.4 La questione sociale dell’anormale* Non va dimenticato che uno dei primi problemi sociali a cui la Montessori si dedica attivamente è la questione dell’educazione e dell’assistenza dei bambini affetti da problemi psichici. Partecipando al Congresso Nazionale di Medicina svoltosi a Torino 1897 la Montessori mette l’accento sulle gravi responsabilità della società nel prevenire la delinquenza minorile, dal momento che mancano cure ed assistenza adeguate per i bambini psichicamente anormali e spesso potenziali delinquenti. Ancora, nel 1898 al I Congresso Pedagogico Italiano la Montessori presenta la sua relazione nella quale espone i risultati delle sue ricerche nel campo della rieducazione degli anormali, sottolineando che i problemi legati a tale azione di recupero sono di natura prevalentemente pedagogica. Sostiene, inoltre, la necessità di individuare nel bambino, fin dalla tenera età, i primi segni di deviazione per ricorrere immediatamente all’azione emendatrice della educazione. In questa occasione la Montessori chiede e ottiene che vengano creati istituti medici pedagogici. Inoltre, il Ministro della Pubblica Istruzione Baccelli le affida l’incarico di tenere un corso sull’educazione dei bambini frenastenici alle maestre di Roma, corso che, più tardi, si trasforma nella Scuola Magistrale Ortofrenica con annessa una classe speciale destinata ai bambini anormali. Occorre aiutare lo sviluppo psichico di questi bambini svantaggiati e questo compito spetta al medico e all’educatore. La Montessori ricorda dei bambini anormali che, opportunamente aiutati, furono in grado di sostenere gli esami, senza sfigurare, accanto ai bambini normali. È chiaro che nessuno prima della Montessori aveva definito ex novo due concetti fondamentali: a) lo sviluppo del bambino deficiente e asociale è un diritto che gli appartiene intrinsecamente e che va assicurato, al di là delle stesse ragioni scientifiche, come trattamento pedagogico e scolastico; b) la sua educazione, pur in situazioni separate deve avvenire obbligatoriamente qualunque sia il tipo e grado di anormalità. Nella società non c’è posto per l’anormale, è confinato nella strada, nelle prigioni o nei manicomi. Non è contemplato nelle richieste della riforma scolastica. L’interesse * tratto da Profilo biografico - intellettuale di Maria Montessori - http://www.cultureducazione.it/storiaeducazione/montessori.htm
Estratto dalla tesi: Educazione e metodo nel nido Montessori